Contratto insegnanti: 85 euro aumento sono pochi, non valorizzano il lavoro svolto a casa. Lettera

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Mario Bocola – Il Ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan ha finalmente allentato i cordoni della borsa raggiungendo una positiva intesa con il MIUR sul piano delle assunzioni dei docenti a tempo indeterminato.

Si parla dio 52.000 contratti a tempo indeterminato il prossimo settembre che dà una boccata di ossigeno a tanti precari, i quali da anni insegnano al servizio dello Stato con il compito delicato e difficile di istruire e formare le nuove generazioni.

Oltre alle assunzioni che la Ministra, Valeria Fedeli, ha fortemente richiesto e voluto per dare stabilità all’organico di diritto bella scuola, ora si attende un’altra notizia, anch’essa positiva, cioè il rinnovo del contratto di lavoro dei docenti fermo da otto anni.

L’intesa raggiunta parla di 85 euro mensili ma i sindacati devono fare un ulteriore sforzo per raggranellare altri euro al Mef e di estendere, soprattutto, il bonus premiale ai docenti che giornalmente “buttano” letteralmente il sangue nelle classi e sono sottoposti ad una mole di lavoro non indifferente.

Nella scuola, infatti, esiste il lavoro che si “vede” ossia le lezioni in classe e poi c’è il lavoro casalingo, cioè quello che non si “vede”: la correzione degli elaborati, la progettazione, la preparazione delle verifiche e delle lezioni, lavoro che quasi tutti i non addetti ai lavori non vedono o fanno finta di non vedere.

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