Contratto, Governo: aumento 85 euro. Di Meglio (Gilda): “Rispunta il vizietto renziano degli 80 euro”

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Riprese le trattative tra Governo e sindacati per il rinnovo del Contratto del Pubblico Impiego, atteso ormai da troppo tempo.

Come abbiamo anticipato, le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil chiedono un aumento di almeno 85 euro, mentre per ora l’apertura dell’esecutivo è su 85 euro come media.

Rinnovo contratti, sindacati chiedono 85 euro di aumento

Quando abbiamo riferito la notizia, i sindacati erano ancora impegnati nel confronto con il Ministro della Pubblica Amministrazione. Terminato l’incontro, cui erano presenti i summenzionati sindacati, è intervenuta a commento dello stesso  la Fgu-Gilda degli Insegnanti con il suo coordinatore nazionale Rino Di Meglio.

Quest’ultimo paragona il Governo ad un prestigiatore che fa spuntare per magia 85 euro di aumento. Perché Di Meglio parla di magia? Per il fatto che l’aumento prospettato non trova riscontro nella manovra finanziaria, che domani approderà in aula alla Camera.

Considerato che il miliardo e mezzo stanziato nella legge di Bilancio servirà anche per le assunzioni, per cui saranno disponibili per gli aumenti contrattuali solo 900 milioni da dividere per i 3 mln di lavoratori pubblici, Di Meglio si chiede come sarà possibile arrivare all’aumento suddetto, promesso dalla Madia.

Questo le parole de Coordinatore nazionale della Gilda:

“In vista del referendum del 4 dicembre, il ministro Madia promette un rinnovo del contratto che non trova alcun riscontro nelle risorse stanziate dalla legge Finanziaria. E così, come il prestigiatore che estrae il coniglio dal cilindro, il Governo fa spuntare fuori magicamente 85 euro di aumento in busta paga per i lavoratori del pubblico impiego”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Fgu-Gilda degli Insegnanti, commenta l’incontro avvenuto oggi a Palazzo Vidoni tra il ministro della Pubblica Amministrazione e Cgil, Cisl e Uil sul rinnovo del contratto P.I. scaduto ormai da 7 anni.

“Nella Finanziaria i fondi destinati al pubblico impiego ammontano a 1 miliardo e mezzo in cui – specifica Di Meglio – rientrano anche le assunzioni del personale. Per il rinnovo del contratto, dunque, resteranno più o meno 900 milioni di euro che, divisi per i 3 milioni di lavoratori del settore, si tradurrebbero in circa 30 euro lordi a testa di incremento stipendiale. Come si arriva, dunque, agli 85 euro promessi dalla Madia? Semplice: – polemizza il coordinatore – rispunta il ‘vizietto’ renziano degli 80 euro, stavolta ‘arricchiti’ da altri 5 euro per qualche caffè in più da consumare al bar”.

“Dopo 7 anni in attesa per il rinnovo del contratto e con un potere di acquisto ormai ridotto all’osso – conclude Di Meglio – queste promesse basate sul nulla, dettate evidentemente dal prossimo appuntamento referendario, sono un’ulteriore offesa nei confronti dei dipendenti statali”.

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