Contratto e più 85 euro stipendi, dopo dimissioni: mancano 3 miliardi per copertura finanziaria. Aumenti a rischio

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Dopo le dimissioni dell’esecutivo a rischio gli aumenti stipendiali per i docenti, come per il resto della pubblica amministrazione.

Ricordiamo che il primo dicembre è stato firmato un accordo preliminare tra sindacati e Governo (ormai dimissionario) con il quale si prevedevano 85 euro di aumenti media per dipendente pubblico (personale scuola incluso), di rivedere la legge Brunetta e dare maggior peso alle contrattazioni.

Un accordo che aveva concesso soddisfazione sia ai sindacati che al Governo, ma che dovrà essere declinato nei vari settori della PA nelle modalità che ognuna di essere richiederà. Aumenti stipendiali 85 euro, ecco accordo: premi produttività e chi fa meno assenze. Sostegno redditi bassi

Dopo le dimissioni di Renzi, resta in piedi un accordo, ma non un contratto firmato con relativo rischio di vedere nullo quanto pattuito.

Se è vero che gli aumenti stipendiali dei dipendenti della PA sono stati imposti dalla Corte Costituzionale, è anche vero che l’accordo prevede 5 miliardi di stanziamento, mentre nella finanziaria ne sono stanziati 2. Mancano ben 3 miliardi per dare respiro al patto.

Un Governo di transizione, politico o tecnico, sarà disposto a mettere 3 miliardi per un accordo siglato da un altro Governo? Se è vero che la Legge di bilancio che a breve vedrà riprendere il percorso in Senato non subirà modifiche, mancheranno 3 miliardi di euro ai dipendenti pubblici che si tradurranno in una riduzione di quegli 85 euro di media promessi.

Insomma, uno scenario tutt’altro che certo e che si delineerà nei prossimi giorni, se non nelle prossime ore.

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