Contratto dirigenti scolastici, Udir: i veri problemi non si affrontano. Attendiamo perequazione

di redazione
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Comunicato Udir – Ieri, 11 ottobre, ha avuto luogo un altro incontro, il sesto, all’Aran con le organizzazioni sindacali: focus, il CCNL dell’Area Istruzione e Ricerca.

Nel corso della riunione, sono state prese in considerazione soprattutto le specificità della sezione del contratto relativa ai DS. Tra i tanti temi oggetto di discussione: la formazione dei dirigenti scolastici, la mobilità, la rotazione degli incarichi e la ricostruzione del rapporto di lavoro, il numero dei posti rispetto a quelli vacanti e disponibili, la sostituzione in caso di ferie e assenze. Inoltre, è noto che il prossimo incontro verterà sulle relazioni sindacali. Circa la questione del contratto non si è arrivato a nulla. Come Udir aveva già previsto qualche giorno fa, nessuna parola è stata spesa sulla perequazione interna tra gli ex presidi assunti prima del 2001 e i dirigenti scolastici assunti dopo, di quei 5 mila euro che non ci sono nelle buste paga dei neo-assunti, di cui si aspetta la decisione della Cassazione su un ricorso patrocinato proprio dal giovane sindacato che invita gli interessati a richiedere la diffida specifica a [email protected]. Inoltre, risulta dispersa anche l’assegnazione al FUN della RIA di quei presidi cessati dal servizio dal 2014 di cui non c’è traccia nei resoconti sindacali.

Infatti, nel primo contratto fu pattuito che la RIA dei dirigenti cessati dal servizio alimentasse il FUN per la retribuzione di posizione parte variabile e di risultato. Dopo la sentenza della Suprema Corte, la RIA deve tornare ad alimentare il FUN. Ma, a questo punto, assistiamo a un fatto decisamente strano: le OO. SS rappresentative, nel marzo scorso, riferiscono che “Il MIUR ritiene che nella composizione del fondo relativo al 2017/2018 debba confluire la RIA relativamente al periodo settembre 2014 – settembre 2017. In tal senso si è infatti operato per la costituzione dei Fondi indirizzati ai dirigenti amministrativi. Le organizzazioni sindacali hanno condiviso l’interpretazione del MIUR” (CISL news 27 marzo 2018). Ed effettivamente la c.d. Direttiva madre della ministra Madia prevede la RIA dei cessati per la retribuzione (2.12 della Direttiva Dip. Funzione Pubblica del 6/7/2017). Dunque, la RIA non viene più nominata: forse, ancora una volta, essa spetta solo agli “altri “dirigenti? È necessario capire che si tratta di soldi che appartengono ai DS.

Marcello Pacifico, presidente Udir, afferma che “le lotte portate avanti dal nostro sindacato non devono essere vanificate: sin dalla nostra costituzione, ci battiamo, infatti, affinché vi sia finalmente la perequazione interna, la Ria, cioè quell’assegno che ad oggi viene dato ai presidi assunti prima del 2001, e non ai dirigenti scolastici assunti dopo il 2001. Stessa cosa per la perequazione esterna, dove addirittura sembra che manchino dei fondi e bisogna andare ad attingere a quelli della legge 107 e per gli anni successivi non è garantito nemmeno quel minimo previsto dalla legge.

Dunque, sulla perequazione esterna non ci si può fermare nemmeno qui, perché ancora una volta, rispetto allo stipendio finale degli altri dirigenti della pubblica amministrazione, i dirigenti scolastici nientemeno percepiscono la metà. Queste per noi sono delle battaglie fondamentali e chiediamo ai sindacati di non svendere il contratto dei dirigenti scolastici: non si parla più delle risorse per gli aumenti contrattuali che sono oltretutto a rischio poiché, se non vengono rifinanziati nella Legge di Stabilità, rischiano anche per il prossimo anno di svanire”.

Ricorso Ria Udir

12 ottobre 2018

Ufficio Stampa Udir

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