Contratto DDI, Gilda: manca cosa e come devono fare i docenti. Per spiegarlo necessarie due note del Ministero

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Il sindacato Gilda degli Insegnanti ribadisce dissenso per il Contratto sulla didattica digitale integrata, firmato finora da Cisl, Anief e FLC CGIL e su cui il Ministero ha già inviato alle scuole due note. Un Contratto al quale si aggiunge una dichiarazione congiunta che il coordinatore Di Meglio definisce “una lista di buone intenzioni improntata più alla poesia che alla prosa”.

“Pieno rispetto verso le posizioni diverse assunte dai sindacati firmatari, con i quali abbiamo percorso un lungo tratto di strada, ma non condividiamo la sottoscrizione di un contratto integrativo che non definisce regole certe e in cui mancano elementi fondamentali quali tempi, tipo e modalità della prestazione lavorativa richiesta ai docenti”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ribadisce la contrarietà nei confronti del CCNI oggetto ieri di un incontro tra organizzazioni sindacali e ministero dell’Istruzione durante il quale al testo del 26 ottobre è stata aggiunta una dichiarazione congiunta tra Amministrazione e sindacati definita da Di Meglio “una lista di buone intenzioni improntata più alla poesia che alla prosa”.

“Per definire cosa e come devono fare i docenti, sono state necessarie due note interpretative a firma del capo dipartimento e alle quali se ne aggiungerà una terza congiunta. Ciò dimostra che questo contratto parte con il piede sbagliato e che da parte del ministero è evidentemente mancata la volontà di riaprire la contrattazione e di convocare un incontro politico a livello adeguato per affrontare la questione con l’attenzione che merita”, conclude il coordinatore nazionale della Gilda.

Scarica testo ipotesi contratto

Dichiarazioni congiunte

La nota del Ministero del 9 novembre

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