Contratto, Uil: rilanciata idea di scuole come “comunità”

di redazione
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comunicato Uil – Firmato il nuovo CCNL (o meglio l’Ipotesi di Contratto), è giusto fare chiarezza tra i diversi commenti positivi e negativi sul medesimo, dal punto di vista dei dirigenti scolastici della Uil Scuola.

Certo, leggendo questa ipotesi non si può dire che sia tutto oro che luccica! Ma neppure che non ci sia un barlume di luce che ci permetta di aprire gli occhi e constatare che questo contratto “rinverdisce” finalmente l’idea di scuola come “comunità”, che si è persa nel dibattito fuorviante di una scuola azienda, cui hanno fatto seguito gli ampollosi “apostrofi” dei dirigenti scolastici ora come “faraoni”, ora come “sindaci”, ora come “sceriffi”, senza che mai nessuno si chiedesse e chiedesse alla categoria se mai avessero voluto tutto questo, cioè più “potere”!

Ripetuto, per l’ennesima volta, che “più burocrazia è uguale a più responsabilità”, chiariamo che ciò che volevano i dirigenti scolastici, fosse, piuttosto, una maggiore attenzione alle loro specificità e di una funzione riconosciuta a livello retributivo, chiedevano di avere più tempo per “attenzionare” e interpretare tutti gli stimoli che arrivano dall’esterno della scuola e non perdersi in uno tsunami di adempimenti burocratici sempre più stringenti e sempre più distanti dalla quotidianità di una scuola, spinta verso un modello aziendalistico che non le appartiene.

I dirigenti scolastici chiedevano e chiedono scuole più sicure, più tutele professionali, più garanzie, più retribuzione, meno vessazioni burocratiche.
Non ci stanno ad essere la controparte, vogliono invece essere sostenuti, gratificati, sentirsi la parte attiva e decisiva di una comunità fatta da docenti, amministrativi,ausiliari, genitori, studenti espressione di un tessuto sociale e culturale tendente alla crescita.

La deriva autoritaria invocata e concordata con il governo da un sindacalismo corporativo, sta – di fatto – liquidando la scuola, ultimo presidio di educazione dell’esperienza umana, cui fin dai primi documenti di ERT (European Round Table of Industrialists – Parigi 1983) ha, di decenni in decenni, spenta la speranza progressista di una educazione dell’uomo per l’uomo. Questa speranza, con il ritorno all’idea di una scuola comunità rilanciata dal CCNL 2016/2018, è stata riaccesa, restituendo a tutti gli operatori scolastici e agli stakeholder quella dimensione pedagogica dei ruoli e funzioni che stoltamente gli sponsor della cosiddetta “buona scuola” hanno cercato di cancellare con i “premi e castighi”.

ROSA CIRILLO
Segretaria Nazionale dipartimento dirigenti scolastici

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