Contratto. Bonus docenti: parte dei soldi andrà nella Retribuzione professionale docenti, quindi anche ai precari

di redazione
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Il bonus docenti, i 200 milioni introdotti dalla legge 107/2015 per la valorizzazione del merito dei docenti, sono al centro di un vivace dibattito culturale sia sulla tenuta della legge stessa, sia sugli importi che andranno a confluire in busta paga.

Ieri il Ministero ha voluto chiarire che le risorse destinate a valorizzare gli insegnanti non sono state dimezzate, ma addirittura potranno aumentare.

“L’importo disponibile per il bonus passa da 200 milioni annui a 160 milioni a regime (130 milioni solo nel 2018), pari all’80% di quanto riconosciuto sino ad oggi. Ma potrà crescere, anche superando il valore di 200 milioni, con le contrattazioni future, anche grazie alla costituzione di un unico fondo nel quale confluiscono tutte le risorse accessorie, introdotto all’articolo 39-bis del nuovo contratto.”

I sindacati firmatari del Contratto rispondono con un comunicato in cui chiariscono “Possono essere, inoltre, sottoposte ad ulteriori interventi di riduzione”

Una riduzione che va a finire nella Retribuzione Professionale Docente. Scrivono

FLC Cgil CISL Scuola UIL Scuola RUA “Le risorse del bonus diminuiscono perché in parte utilizzate in funzione perequativa nella retribuzione professionale docente. Possono essere, inoltre, sottoposte ad ulteriori interventi di riduzione.  Le risorse residue del bonus vengono ripartite secondo parametri definiti a livello di contrattazione integrativa nazionale. Le medesime risorse residue del bonus sono poi soggette alla contrattazione di scuola che contratterà i criteri generali per determinare i compensi. Non vi è nessuna valutazione dei docenti ma una valorizzazione del lavoro svolto al pari della valorizzazione che si consegue con il Fondo dell’Istituzione Scolastica”

Inoltre, proseguono i sindacati, il Dirigente Scolastico contratterà con la parte sindacale e le RSU le attività da compensare e necessariamente gli importi da attribuire. Su questa base il DS, come avviene esattamente per il FIS, secondo principi di trasparenza, emetterà i mandati individuali (le persone che beneficiano del bonus saranno individuate necessariamente dal Dirigente Scolastico, come con il FIS, sulla base delle attività svolte). Il Comitato di valutazione indicherà i suoi criteri che  si arricchiranno del passaggio della contrattazione d’istituto. Contrariamente a quanto avvenuto finora anche il personale supplente beneficerà degli importi derivanti dal bonus che non “premia” nessuno ma “valorizza” il lavoro svolto. Il Contratto, mettendo fine all’epoca delle elargizioni unilaterali, ha restituito  alla contrattazione  la competenza a discutere e decidere su  tutte le voci retributive  destinate ai lavoratori, quale ne sia la provenienza. questo il contesto al quale anche le risorse del cosiddetto bonus occorre fare riferimento.

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