Contratto. Aumento docenti e dirigenti, ANP: incrementi non confrontabili, i nostri riguardano specifico profilo

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Il prossimo 9 novembre, i sindacati saranno all’Aran per l’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto del pubblico impiego. 

Il nuovo Contratto conterrà anche gli aumenti delle retribuzioni che, stando alle risorse stanziate, dovrebbero essere di 85 euro medi mensili lordi per i docenti (non a pioggia) e di circa 440 euro per i dirigenti scolastici.

Ne abbiamo parlato in Contratto, aumenti di 400 euro per i Presidi e di 40 euro per i docenti che rischiano di perdere il bonus Renzi . Evidenziamo che il bonus Renzi, come si evince dal testo finale della suddetta Legge, sarà salvo grazie all’incremento di risorse stanziate.

Legge di bilancio: salvi gli “80 euro” per i dipendenti pubblici, innalzate le soglie di reddito

Alla notizia dell’aumento dello stipendio dei dirigenti scolastici, è stata evidenziata, da più parti, la sproporzione tra l’aumento riservato ai Presidi e quello destinato agli insegnanti.

Contratto, aumento 440 euro ai DS e 85 euro ai docenti. CUB: scherzo di cattivo gusto?

Sulla summenzionata sproporzione è intervenuta l’Associazione Nazionale Presidi (ANP), evidenziando che chi parla in tali termini è poco informato.

L’ANP ricorda che l’aumento sarebbe un primo passo verso la perequazione retributiva rispetto a quella di tutti gli altri dirigenti pubblici e in particolare rispetto a quella dei dirigenti dell’Area C (Istruzione, Università e Ricerca), area nella quale i dirigenti delle scuole sono inquadrati.

La predetta perequazione,  attesa da 17 anni, riguarda la retribuzione di posizione-parte fissa, ossia quella spettante al dirigente per il profilo e la funzione ricoperta.

Pertanto, conclude l’ANP, è totalmente errato mettere a confronto l’aumento di 85 euro per i docenti con l’incremento destinato ai dirigenti.

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
voglioinsegnare