Contratto. 8.400 vice-presidi non avranno più l’indennità di ruolo superiore. Anief: a chi si fa in quattro per la scuola pochi spiccioli

di redazione
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Anief – Fare il vicario del preside, il collaboratore o sostituire il capo d’istituto sta diventando di anno in anno sempre più sconveniente. Non solo il Ministero dell’Istruzione si oppone in tutti i modi alle loro possibilità di carriera, negandogli canali riservati in fase concorsuale per diventare dirigente scolastico.

Adesso, da un’analisi del contratto sottoscritto all’Aran il 9 febbraio scorso, emerge anche una forma di ostracismo sui compensi da assegnare loro per l’alta mole di lavoro svolto a supporto della dirigenza scolastica: per la prima volta, dopo vent’anni, scompare infatti l’indennità di presidenza istituita con l’art. 69 del CCNL del 1995 e ribadita dall’art. 146 del CCNL 2007.

Redigendo il rinnovo contrattuale, i sindacati Flc-Cgil, Cisl e Uil si sono dunque piegati all’interpretazione illegittima del Miur del comma 22 dell’art. 14 della Legge 135/12. Producendo oltre al danno la beffa, perché allo stesso tempo ridimensionano anche il fondo del “merito” previsto dalla Legge 107/15 e utilizzato dal dirigente scolastico per compensare almeno una parte di quelle funzioni superiori negate dal legislatore. Per chi si fa in quattro per mandare avanti le nostre scuole, tramite il Fis, da cui si attingono risorse per finanziare ormai le più disparate attività e i progetti attuati nelle scuole, potranno quindi arrivare solo pochi “spiccioli”.

“Considerando anche gli incrementi reali netti stipendiali, previsti dal contratto che vanno dai 55 ai 71 euro netti, quella del vice-preside rischia di diventare una prestazione lavorativa quasi da volontariato – commenta con amarezza Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – e ciò accade ancora una volta con il beneplacito dei sindacati rappresentativi. I quali, anziché evidenziare l’ingiustizia e impugnare la norma di legge come ha fatto Anief, la recepiscono nel nuovo contratto, con un accordo che mortifica la professionalità dei collaboratori e sostituti dei capi d’istituto”.

“Questa circostanza diventerà ancora più grave nel prossimo mese di settembre, quando quasi una scuola su tre andrà in reggenza, dopo che una su quattro è stata accorpata o cancellata negli ultimi dieci anni dai tagli della politica: a quel punto – conclude il sindacalista Anief-Cisal – diventerà ancora più centrale ed indispensabile l’attività svolta dai vice-presidi o di chi li sostituisce, spesso in plessi privi totalmente di dirigenza e corpo amministrativo”.

Per maggiori informazioni: Ricorso Anief per il riconoscimento dell’indennità di reggenza e sostituzione DS ai vicari.

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