Contratto: 60 giorni di prova per i supplenti e stop di due anni per esito negativo. Le novità dal Trentino

di redazione
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Il 24 aprile i sindacati territoriali trentini hanno firmato una ipotesi di contratto che prevede alcune novità per il personale docente. L’iter non è ancora concluso e i sindacati sperano di poter rivedere alcuni punti.

Un buon contratto

I sindacati firmatari Cgil Cisl Uil del Trentino e Gilda lo considerano un buon contratto che “pur con la flessibilità richiesta dal mondo della Scuola

  • definisce più chiaramente diritti e doveri, per assicurare una migliore vivibilità nelle Scuole
  • separa gli obblighi derivanti dal contratto nazionale (le 80 ore) da quelle provinciali (40 – 70)
  • riporta a confronto sindacale materie quali l’orario di lavoro, a concertazione i fondi per la valorizzazione; a contrattazione il diritto alla disconnessione
  • riportata la flessibilità al Collegio Docenti, che stabilisce le priorità in sede di approvazione del piano annuale delle attività (40 – 70 ore), mentre la gestione e l’organizzazione dell’orario di lavoro è in capo al Dirigente Scolastico, che si atterrà a criteri di imparzialità.

Periodo di prova per i supplenti

Il punto su cui invece si è concentrata la preoccupazione dei docenti, è l’articolo sul periodo di prova per gli assunti a tempo determinato.  I sindacati confindano di riuscire a trovare una riscrittura di tale articolo prima della firma definitiva.

Di cosa si tratta. Nei contratti di supplenza superiori a 6 mesi, il docente è sottoposto ad un periodo di prova di 60 giorni di effettiva presenza in servizio, durante il quale ciascuna delle parti può recedere dal contratto senza obbligo di preavviso.

Durante il periodo di prova il supplente è affiancato da un docente tutor.

Se il Dirigente Scolastico dà parere negativo al periodo di prova, il contratto viene rescisso e il docente non può instaurare altro rapporto di lavoro per i successivi due anni scolastici.

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