Contratti supplenti Covid: come funzionano le ferie, vengono pagate? Differenza tra docenti e collaboratori scolastici

WhatsApp
Telegram

Contratti supplenti docenti e ATA Covid: molti sono in scadenza l’ultimo giorno di lezione (stabilito dal calendario regionale, altri il 30 giugno. La differenza nella fruizione delle ferie, con la possibilità di monetizzazione. Una risposta proviene dalla risposta ad alcune FAQ da parte dell’USR Lazio, che ribadisce quanto già emerso lo scorso febbraio.

Come chiarito anche dalla dichiarazione congiunta n. 2 allegata al contratto collettivo nazionale di lavoro 19 aprile 2018, «all’atto della cessazione del servizio le ferie non fruite sono monetizzabili solo nei casi in cui l’impossibilità di fruire delle ferie non è imputabile o riconducibile al dipendente come le ipotesi di decesso, malattia e infortunio, risoluzione del rapporto di lavoro per inidoneità fisica permanente e assoluta, congedo obbligatorio per maternità o paternità».

Ecco cosa dice l’USR

Sostanzialmente, il legislatore ha ritenuto che i docenti assolvano al diritt0- dovere di cui all’articolo 36 della Costituzione conseguendo il necessario riposo durante i periodi di sospensione delle lezioni a prescindere dal fatto che le ferie siano state formalmente richieste.

Questa disposizione, richiamata dalla citata dichiarazione congiunta n. 2 allegata al contratto collettivo nazionale di lavoro, si applica anche al personale docente nominato ai sensi dell’articolo 231-bis del decreto-legge n. 34 del 2021 (cd. “covid”).

Docenti

Per questo motivo, i docenti “covid” potranno “monetizzare” le ferie maturate delle quali non abbiano fruito, purché al netto dei giorni di sospensione delle lezioni (pause natalizia, pasquale e “ponti” vari) compresi nel contratto. La detrazione va fatta con riferimento ai soli giorni di sospensione delle lezioni nei quali il docente non abbia fruito delle ferie, per evitare di detrarre tali giorni per due volte.

In generale e salvi i casi di cui alle menzionate circolari della Ragioneria generale dello Stato e del Dipartimento della funzione pubblica, i docenti potranno “monetizzare” le ferie nel seguente limite:

[Giorni monetizzabili per i docenti] = [ferie non fruite] – [giorni di sospensione delle lezioni compresi nel contratto nei quali non si sia fruito delle ferie e non siano state svolte attività deliberate]

Nel caso specifico dei docenti “covid”, non devono essere detratti i giorni della pausa estiva, considerato che i relativi contratti terminano prima.

ATA

Al personale ATA si applica la stessa disciplina, però con risultati diversi.

Il personale ATA, infatti, ai sensi dell’articolo 13 del contratto collettivo nazionale di lavoro 29 novembre 2007, come modificato dall’articolo 41 del contratto del
19 aprile 2018, può fruire delle ferie in qualunque momento dell’anno. Per questo motivo, la predetta formula conduce sempre a un risultato negativo, impedendo la “monetizzazione” salvo che per i titolari di contratto di “supplenza breve” di pochissimi giorni e salve, sempre, le ipotesi di cui alle menzionate circolari della Ragioneria generale dello Stato e del Dipartimento della funzione pubblica. Per assolvere
al diritto-dovere di cui all’articolo 36 della Costituzione («Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi»), il personale ATA deve fruire delle ferie.

Differenza tra docenti e personale ATA

Il personale docente è tenuto a chiedere il pagamento delle ferie solo per i giorni eccedenti i giorni di sospensione delle attività didattiche, di cui ha potuto usufruire all’interno del contratto.

Il collaboratore scolastico può sempre fruire delle ferie, e dunque non può chiedere eventuale monetizzazione.

LA NOTA DELL’USR LAZIO

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur