Contratti PA, aumenti stipendiali 85 euro: tempi potrebbero allungarsi. Madia, la situazione si è complicata

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Il Ministro Madia interviene sul Corriere della Sera relativamente agli aumenti contrattuali. Ci sono novità.

Un vero e proprio colpo di scena, infatti, è avvenuto relativamente alla questione degli aumenti stipendiali dei dipendenti della PA, docenti inclusi.

La Consulta ha, infatti, bacchettato il Governo relativamente alla riforma della Pubblica Amministrazione gettando l’ombra dell’incostituzionalità.

“Quando è stata scritta la delega non c’era alcun rischio di incostituzionalità”, ha detto la Madia al corriere, e la giurisprudenza “prevedeva il coinvolgimento delle Regioni a valle. Non a monte”, prima del varo dei decreti attuativi, “tanto più che l’intesa formale richiede l’unanimità e quindi basta che una Regione non sia d’accordo e la riforma non si può attuare”. Secondo la ministra, anche sul rinnovo dei contratti pubblici, “la situazione si è complicata perché la sentenza arriva nel mezzo di una trattativa con i sindacati”.

Spiega che “è prevista una parte economica, gli aumenti medi di circa 85 euro, e una parte normativa per modificare alcuni istituti, come la valutazione o il salario accessorio” ma ora, “dopo la sentenza, bisogna capire come posso impegnarmi sulla parte normativa, se prima non raggiungo l’intesa con tutte le Regioni. E verificare, come dire, se il governatore del Veneto Zaia è d’accordo. Perché se non lo fosse, si bloccherebbe tutto”. Madia spiega che ora per i tre decreti già in vigore, sui quali incide la sentenza, andrà “nella conferenza Stato-Regioni per avere un’intesa e poi, se Zaia non si metterà ancora di traverso, presenterò decreti correttivi e le riforme andranno avanti”, mentre quelli approvati in settimana dal Cdm, su dirigenza e servizi pubblici locali, “non li abbiamo mandati al Quirinale e non vedranno la luce”.

Sulla questione è intervenuta anche la CISL sostenendo che  non ci può essere una relazione tra la sentenza e i contratti. Così Bernava, “non esistono vincoli di natura giuridici ma è solo un problema di volontà politica. Per la Cisl l’accordo che sblocca i rinnovi dei contratti di lavoro pubblici e che definisce relazioni sindacali moderne ed innovative si può e si deve fare”.

“Abbiamo letto con attenzione – ha concluso – la sentenza della Consulta: è scritto in modo esplicito che il riferimento ai decreti legislativi che disciplinano i rapporti di lavoro riguarda il reclutamento del personale ed i concorsi pubblici. Non gli aspetti legati ai contratti di lavoro, alle retribuzioni ed alle relazioni sindacali. Sono questi i temi centrali dell’intesa che vogliamo fare con il Governo”.

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