Continuità didattica, una regola da osservare non un principio assoluto

di redazione
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red – A decretarlo una sentenza che modifica quella che è un’idea comune nel mondo della scuola e che vuole la continuità didattica come principio portante di molte decisioni in molti ambiti che riguardano la vita degli insegnanti.

red – A decretarlo una sentenza che modifica quella che è un’idea comune nel mondo della scuola e che vuole la continuità didattica come principio portante di molte decisioni in molti ambiti che riguardano la vita degli insegnanti.

Si tratta di una sentenza del giudice del lavoro di Bologna, la numero 947del 12 dicembre, analizzata da Antimo di Geronimo su Italia Oggi.

Secondo quanto riferisce il giornalista: "la prerogativa del docente, non soggetto a procedimenti disciplinari o per incompatibilità ambientale, di permanere presso una determinata cattedra non costituisce un diritto soggettivo proprio dell’insegnante, bensì è espressione riflessa del diritto degli alunni a ricevere un’adeguata formazione scolastica".

Il caso era stato innescato da una docente spostata in una classe dal dirigente, a seguito di alcune lamentele da parte dei genitori e volendo evitare ulteriori possibili tensioni.

La docente ha invocato la continuità didattica, non avendo accettato la decisione del dirigente, ma il giudice del lavoro le ha dato torto, affermando che non si tratta di un principio assoluto.

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