Conte: quota 100 non sarà rinnovata; Renzi plaude, Salvini si oppone

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Il personale della scuola che contava di andare in pensione in anticipo con la formula salviniana di quota 100 dovrà mettersi l’anima in pace e resistere ancora alcuni anni sul posto di lavoro.

La fase sperimentale di durata triennale finirà il prossimo anno e un suo rinnovo “non è all’ordine del giorno”. A dissipare qualsiasi dubbio in proposito è stato proprio il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenuto al festival dell’Economia a Trento.

Il capo del Governo aveva già precisato che la misura che consentiva di accedere alla quiescenza a sessantadue anni di età con 38 anni di contribuzione, rinunciando alla parte di contributi che sarebbero maturati restando al lavoro, non ha avuto una grande adesione. Il provvedimento che “veniva a supplire a un disagio sociale” – parole di Conte – potrebbe essere sostituito con altri meccanismi per accorciare l’accesso alla pensione di vecchiaia che scatta a 67 anni.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha già fatto sapere pubblicamente su tutti i mezzi di informazione che il suo partito si opporrà e non consentirà di mandare in pensione la sua controriforma alla riforma Fornero.

Un plauso alla decisione annunciata da Conte arriva invece da Matteo Renzi che sul suo profilo Facebook ha scritto: “L’abolizione di Quota 100 è una svolta importante. Dopo aver cambiato linea in Europa, torniamo alla serietà sulle pensioni rimediando ancora ai danni del governo populista. Prossimo obiettivo il Mes”.

Fra le ipotesi legate ai nuovi meccanismi pensionistici per rinnovare il mercato del lavoro resta la condizione che un minor numero di anni lavorati corrisponde a una minor contribuzione e di conseguenza ad assegni più leggeri che saranno percepiti.

L’età anagrafica per smettere di lavorare prima potrebbe essere alzata di uno o due anni, cioè 63 o 64 anni di età sempre che siano stati completati i 38 o 39 anni di contribuzione. Si tratta solo dell’inizio di una trattativa che si preannuncia già molto lunga e discussa. La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha annunciato che ci sono allo studio misure per garantire la staffetta generazionale o di contratto di solidarietà espansiva. Opzione donna e Ape dovrebbero invece essere prorogate.

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