Conte: “Nella scuola le cose vanno bene. Non ci sono gli estremi per tornare alla didattica a distanza” [VIDEO]

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Conferenza stampa a Palazzo Chigi per il premier Giuseppe Conte che presenta il nuovo DPCM che entrerà in vigore domani, mercoledì 14 ottobre.

“Ieri a notte tarda ho firmato il nuovo Dpcm che contiene misure che ci consentiranno di affrontare questa nuova fase epidemia. La curva sta risalendo lo vediamo negli ultimi giorni in tutta l’Ue sta risalendo. Non ci possiamo permettere distrazioni e abbassare il livello di attenzione e concentrazione”.

E ancora: “Le nuove regole anti contagio comporteranno sacrifici ulteriori ma siamo convinti che rispettando queste misure potremo adeguatamente affrontare questa nuova fase. Il nostro obiettivo è molto chiaro: evitare di far ripiombare il Paese in un lockdown generalizzato. L’economia sta ricominciando a correre, per tutelare l’economia e insieme la salute dobbiamo rispettare queste regole”.

Poi: “Non manderemo le forze di polizia nelle abitazioni private, però dobbiamo assumere comportamenti prudenti per gestire la fase”.

Sulla scuola: “Nell’ambito della scuola le cose vanno abbastanza bene, lo diciamo incrociando le dita mentre l’evoluzione peggiore è nell’ambito delle relazioni amicali e familiari. Vogliamo scongiurare un lockdown generalizzato, dobbiamo rispettare le regole e muoverci in modo fiducioso. Le condizioni di sicurezza nella scuola fin qui si stanno rivelando efficaci, non si crea generalmente nessun focolaio ma dobbiamo stare attenti a quello che c’è attorno alla scuola, prima e dopo la scuola. Faremo di tutto per proseguire in questa direzione. Per questo non ci sono i presupposti per prefigurare il ritorno alla didattica a distanza.  Dalle verifiche nell’ambito della scuola le condizioni di sicurezza si stanno rivelando efficaci anche per la responsabilità dei docenti, del personale e dei nostri ragazzi”.

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Allegati

Organi collegiali

Secondo quanto contenuto nel testo, le riunioni collegiali di ogni ordine e grado potranno essere svolte in presenza o distanza. La decisione dovrà essere assunta sulla base della possibilità di garantire il distanziamento fisico e la sicurezza personale.

Sospesi i viaggi di istruzione

Come anticipato ieri dalla nostra redazione, il DPCM sospende tutti i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le  uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Esclusi dal divieto le attività legate all’alternanza scuola-lavoro e all’orientamento.

No didattica a distanza per le superiori

Nella giornata di ieri, alcuni governatori regionali avevano avanzato la possibilità di presentare sul tavolo del Governo una richiesta di Didattica a distanza per gli studenti delle superiori. Lo scopo era di alleggerire la pressione sui trasporti pubblici. Richiesta che non aveva visto il consenso da parte di tutti i Governatori e che al momento risulta accantonata.

Il problema, però, a quanto pare esiste. La problematica era stata sollevata ieri dal governatore dell’Emilia Romagna preoccupato per il trasporto pubblico e sulla necessità di avere più mezzi. Avrebbe, quindi, avanzato l’idea di una didattica a distanza per le superiori. Notizia subito smentita dal suo ufficio stampa, ma il presidente della Regioni Abruzzo, Marsilio, rilasciava una dichiarazione all’ANSA nella quale confermava che la DAD per gli studenti più grandi era stato un tema discusso tra alcuni governatori regionali. Il problema, che ha visto al momento una netta opposizione da parte del Governo.

“Quella della didattica a distanza –  ha detto il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia a Radio Anch’io – era solo una proposta di alcune regioni legata all’eventuale appesantimento dei trasporti. Io sono per lasciare gli studenti a scuola, senza discussione”.

Anche il Governatore Toti conferma le parole di Boccia “qualcuno ha detto facciamo stare a casa i ragazzi più grandi – ha riferito alle agenzia – per evitare affollamento nelle ore di punta, dopodiché era una valutazione da fare col Governo, forse più una provocazione che una proposta e non è entrata nel pacchetto delle  proposte discusse nell’ultima sessione con il governo, era poco più di uno spunto di riflessione”.

Mascherine nei luoghi aperti

L’articolo 1 del dpcm stabilisce che “è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande”. Dall’obbligo è escluso chi fa attività sportiva, i bambini sotto i 6 anni, i soggetti con patologie e disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Viene inoltre “fortemente raccomandato” l’utilizzo dei dispositivi “anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi”.

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