Contagiati lo 0,021% di studenti e lo 0,047% di insegnanti, Anief: rimanere vigili

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Anief – “Rispetto ai quasi 10 milioni tra alunni e studenti, il dato dimostra la capacità di tutte le parti coinvolte a cercare di contenere la diffusione del virus nelle scuole”, dichiara Marcello Pacifico (presidente Anief), dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa, pur con tutte le difficoltà quotidiane, affrontate con generosità e intelligenza da tutta la comunità educante. Ma bisogna rimanere vigili e aspettare un nuovo aggiornamento a fine mese, vista la ritardata apertura degli istituti.

Per Anief i dati, parzialmente rassicuranti, non tengono conto anche dei test sierologici non fatti agli studenti e dei prossimi rapidi che saranno somministrati nonché della adesione di meno del 50% dello stesso personale agli stessi. Intanto sono già più di un centinaio le scuole chiuse e più di mille le classi in quarantena con la necessità, per il giovane sindacato, di riconoscere per legge e contratto quell’indennità di 10 euro al giorno di rischio biologico e lavoro gravoso, simile a quella assegnata a medici e infermieri, da applicare inizialmente per i lavoratori potenzialmente fragili e poi per tutti gli altri, considerando la maggiore vulnerabilità psico-fisica di chi insegna e di chi opera a scuola. Oltre che prevedere legislativamente una finestra di uscita dal lavoro a 61-62 anni, considerando la professione come gravosa.

I DATI

Dopo le stime non ufficiali è giunta la fotografia sulla situazione della diffusione del contagio nelle scuole: gli studenti positivi risultano 1.492, mentre il personale docente che ha contratto il Covid19 è pari a 349 persone positive, con 116 casi di positivi tra il personale non docente: per gli studenti la percentuale è dello 0,021%. I dati si evincono sulla base delle percentuali del contagio nelle scuole che ha reso noti la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina al termine dell’incontro con il Cts e l’Iss.

Non sarebbe associabile alle scuole la presenza maggiore di individui colpiti dal coronavirus. “Dalle prime valutazioni fatte è emerso che, ad oggi, la scuola non ha avuto impatto sull’aumento dei contagi generali, se non in modo molto residuale”, ha detto la ministra Lucia Azzolina al termine di un confronto con l’Istituto superiore di sanità e con il Comitato tecnico scientifico, tenuto nel tardo pomeriggio del 5 agosto, in cui è stato tracciato un primo bilancio sulla riapertura delle scuole. “Restiamo molto prudenti ma, al momento, i dati sono positivi e questo ovviamente è confortante per tutti”, ha detto ancora la ministra.

Secondo i dati raccolti, infatti, nelle prime due settimane di lezioni, dal 14 al 26 settembre, il personale docente che risulta contagiato è lo 0,047% del totale (349 casi di positività). Mentre si parla dello 0,059% (116 casi) per il personale non docente, per gli studenti la percentuale è dello 0,021% (1.492 casi). Erano veritieri, quindi, i dati emersi dal database dei due universitari Lorenzo Ruffino e Vittorio Nicoletta, aggiornato in tempo reale e visualizzato attraverso una vera e propria mappa dei contagi nelle scuole.

“Come rilevato anche dagli esperti, i contagi nelle scuole, in questa fase, sono casi sporadici, e, per lo più, contratti fuori da scuola – ha aggiunto la ministra Azzolina -: il sistema scolastico ha iniziato in sicurezza e sta tenendo perché si è attrezzato, con grande sacrificio di chi ogni giorno ci lavora o ci studia, e delle famiglie. Ma la convinzione di tutti, anche nella riunione, è che serva molta più prudenza per tutte le fasi e le attività extrascolastiche”.

ANIEF RINNOVA DISPONIBILITÀ A TAVOLO POLITICO

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “qualche giorno fa abbiamo scritto una lettera alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina per chiederle un tavolo politico, al fine di affrontare assieme tutte le altre urgenze per l’inizio dell’anno scolastico: il precariato, la tutela dei contratti assegnati ai diplomati magistrale, la riapertura delle GaE, l’assunzione dei facenti funzione DSGA e dei docenti di religione cattolica, la revisione dei profili professionali di personale docente, educativo e Ata, la validità del diploma tecnico pratico per accedere all’insegnamento, il rinnovo del contratto con il riconoscimento del rischio biologico e della parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, il lavoro agile e la didattica a distanza, i lavoratori fragili, una finestra per le pensioni per il lavoro gravoso senza penalizzazione, la mobilità senza vincoli nei trasferimenti e assegnazioni provvisorie. Sono tutti temi urgenti cui il Governo deve dare una risposta dopo aver ascoltato le parti sociali”.

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