Contagi covid in calo ma gli esperti frenano: hanno riaperto le scuole e c’è la zona gialla, i dati possono peggiorare

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Il calo dei contagi covid potrebbe essere vanificato dalla zona gialla e dalla riapertura delle scuole: secondo gli esperti, fra poche settimane i nuovi casi torneranno a salire.

Oggi, 1 febbraio, il numero dei contagiati dal coronavirus nelle ultime 24 ore sono 7.925:  è il dato più basso dal 14 ottobre scorso, all’inizio della seconda ondata. Nella stessa giornata però, non solo quasi tutta Italia è passata alla zona gialla, ma a parte la Sicilia e alcuni comuni sparsi nel centro-sud, sono rientrati gli studenti di scuola superiore di tutte le Regioni, seppur al 50% massimo di presenza consentita.

Non sono pochi gli esperti che predicano prudenza nonostante i dati incoraggianti degli ultimi giorni: “Febbraio e marzo saranno quelli più difficili”, ha detto al Messaggero Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro della Salute e docente dell’università Cattolica, aggiungendo che “avremo un incremento dei nuovi casi positivi fra tre-quattro settimane. Ormai l’andamento di questa epidemia è prevedibile. Sarebbe importante evitare gli assembramenti, ma mi pare evidente che i semplici suggerimenti non hanno alcuna efficacia. Se a questo aggiungiamo che sono state riaperte le scuole, abbiamo la certezza di vedere presto un incremento di casi”.

L’analisi della curva della percentuale dei positivi sui tamponi, sia a livello nazionale che in alcune regioni, fornisce segnali di allarme”, osserva Sebastiani. Le misure relative alle regioni che erano nella fascia gialla a novembre “si sono già dimostrate a dicembre inefficaci per il contenimento dell’epidemia e l’appartenenza a questa fascia potrebbe essere interpretata come un ‘liberi tutti’, come i fatti di questi giorni sembrano mostrare“, emerge dall’analisi condotta dal matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac).

Se poi si considera anche il progressivo inizio delle attività in presenza delle scuole superiori, le condizioni più vantaggiose per la circolazione del coronavirus in questo periodo dell’anno, la diffusione di varianti del virus con maggiore capacità di trasmissione, “ci sono – dice il matematico – i presupposti per un probabile aumento significativo della diffusione dell’epidemia nelle prossime settimane“. Sebastiani, dunque conferma il ruolo importante che le scuole possono avere nelle dinamiche del contagio.

D’altronde i rischi restano comunque gli stessi di settembre. Ecco così che il professor Massimo Galli, primario del reparto Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, ricorda che “Questa malattia in almeno il 40% è asintomatica ma coloro che sono in quel 40% la malattia la trasmettono eccome. Teniamo conto del fatto, poi, che lavoratrici e lavoratori che devono operano in pubblico, non sono più giovanissimi e questa è una considerazione su dovremmo fare una valutazione di rischio“. Sappiamo, infatti, che gli asintomatici per eccellenza sono i bambini e i giovani in generale.

Eppure, la Ministra Azzolina, intervenuta con un video proprio per commentare il ritorno a scuola, ha ribadito il “solito” concetto: la scuola non è un fattore accelerante del covid-19, sostenendo che “in queste settimane, dove si è aperto per primi, i contagi sono rimasti stabili.”, alle superiori. “E’ un elemento che conforta, ma l’attenzione deve rimanere molto molto alta. La scuola va protetta anche fuori dalle aule. E questa è una responsabilità di tutti. Ricordiamocelo sempre”.

E puntualmente arrivano le “smentite”: il sindacato Unsic, ha proprio risposto alla Ministra, riportando dei dati che, invece dimostrano come il ritorno a scuola delle superiori abbia aumentato i contagi covid-19: “mentre il trend medio italiano è in calo, i contagi crescono proprio dove le scuole sono state riaperte”.

Infine, in Valle D’Aosta, secondo Wired, dalla riapertura delle scuole (14 settembre) al 6 dicembre si sono registrati  690 contagi tra docenti e studenti. Nello stesso periodo, in questa regione che conta 125mila abitanti, i positivi al Sars-CoV-2 sono stati 5.545. Questo significa che il 12,4% dei contagi ha riguardato persone che hanno a che fare con la scuola.

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