Contagi Covid, Faccini (Ats Milano): La scuola risente di quanto avviene fuori

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Il ritorno della didattica in presenza per le scuole superiori di primo grado delle regione ex rosse potrebbe non essere scontato. L’andamento dei contagi sta mettendo in discussione il rientro in aula, quanto meno in Lombardia, anche dei ragazzi delle superiori di secondo grado dopo l’Epifania.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, citando dati dell’Ats, il rientro fra le mura scolastiche a Milano  degli studenti di seconda e terza media dovuto al passaggio da zona rossa a zona arancione ha visto un incremento di positivi in quella fascia di età pari a 42 unità rispetto alla settimana precedente. Nel dettaglio, ci sarebbero 136 positivi contro i 94 rilevati fra il 23 e 29 novembre.

Il fatto che l’incremento dei positivi sia frutto proprio del rientro in aula è avvalorato da un dato più incoraggiante, quello sulla stabilità delle positività degli studenti e operatori scolastici, dall’infanzia alle secondarie di secondo livello, che complessivamente è rimasto invariato. Si tratta in pratica di studenti che non hanno mai interrotto la loro presenza in aula e di quelli che invece non sono mai rientrati in aula, eccezion fatta – appunto – per le classi seconde e terze delle medie. I valori rilevati dal 30 novembre al 6 dicembre sono stati di 528 positivi contro i 540.

La lettura dei dati suggerisce che la scuola è sì incriminata nel trasmissione del virus Covid-19, ma non per quanto avviene nelle strutture edilizie. Le fonti di contagio sarebbero ancora una volta all’estero dell’edificio con gli assembramenti all’entrata e all’uscita e sui mezzi di trasporta per andare e tornare da scuola. La conferma arriva anche fonti scientifiche, cioè da un articolo scritto dal Giorgio Palù, virologo e neopresidente Aifa, e da Giovanni Sebastiani, matematico alla Sapienza e al Cnr, pubblicato sulla rivista Viruses.

Anche per il direttore dell’area Malattie infettive dell’Ats di Milano, Mario Faccini, la scuola risente di ciò che avviene all’esterno. La preoccupazione è per la ripresa della didattica in presenza dopo la pausa estiva con cui rientrerà in aula anche il 75% degli studenti delle superiori. Si tratta proprio del periodo in cui ci sono i timori più forti della terza ondata pandemica.

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