Visita fiscale Inps, esonero per malattia depressiva, con quale percentuale?

di Consulente Fiscale

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Visita fiscale Inps e fasce di reperibilità, l’esonero per malattia depressiva, con quale percentuale il medico può richiederlo?

Buongiorno, Ho letto il vostro utile articolo. Avrei un quesito da porre. Nel 2008 mi è stata riconosciuta invalidità al 50%. Nel 2013 la percentuale è salita al 75% e nel 2016 al 90%. Soffro di una patologia psichiatriche

Ansia e panico in disturbo somatoforme con problemi di personalità.
Apnee notturne in terapia con cpap e da un annetto combatto con un artrite reattiva che sto curando con farmaci. Per via dei miei disturbi psichiatrici e l’artrite sono impossibilitato a lavorare.
Volevo chiedere se ci fosse la possibilità di non rientrare a visita fiscale e se così non fosse quale  e se ci fosse una procedura per richiedere la sospensione delle visite in quanto la patologia psichiatrica è stata diagnosticata cronica sia dal centro statale dove sono seguito che da professionista privato che mi segue da 15 anni.
Ringrazio  e spero in un Vostro consiglio. Grazie, porgo cordialità

Risposta

Dal 13 gennaio 2018, per effetto del decreto Madia, sono state riformate le percentuali di invalidità, la percentuale che ne dà diritto è pari o superiore al 67% sia per i dipendenti pubblici che privati.

L’elenco stati patologici invalidità INPS senza obbligo visite fiscali e dal rispettare le fasce per la visita medica di controllo da parte del datore di lavoro o INPS, sono:

  • Sindromi vascolari acute con interessamento sistemico;
    emorragie severe /infarti d’organo;
  • coagulazione intravascolare disseminata e condizioni di shock – stati vegetativi di qualsiasi etiologia;
  • insufficienza renale acuta;
  • insufficienza respiratoria acuta anche su base infettiva (polmoniti e broncopolmoniti severe, ascesso polmonare, sovrainfezioni di bronchiectasie congenite, fibrosi cistica);
  • insufficienza miocardica acuta su base elettrica (gravi aritmie acute);
    ischemica (infarto acuto), meccanica (defaillance acuta di pompa) e versamenti pericardici;
  • cirrosi epatica nelle fasi di scompenso acuto;
  • gravi infezioni sistemiche fra cui aids conclamato;
  • intossicazioni acute ad interessamento sistemico anche di natura;
    professionale o infortunistica non Inail (arsenico, cianuro, acquaragia, ammoniaca, insetticidi, farmaci, monossido di carbonio, etc.);
    ipertensione Liquorale Endocranica Acuta;
  • malattie dismetaboliche in fase di scompenso acuto;
  • malattie psichiatriche in fase di scompenso acuto e/o in tso;
  • neoplasie maligne, in trattamento chirurgico e neoadiuvante chemioterapico antiblastico e/o sue complicanze;
  • trattamento radioterapico;
  • sindrome maligna da neurolettici;
  • trapianti di organi vitali;
  • altre malattie acute con compromissione sistemica (a tipo pancreatite, mediastinite, encefalite, meningite, ect…) per il solo periodo convalescenziale;
  • quadri sindromici a compromissione severa sistemica secondari a terapie o trattamenti diversi (a tipo trattamento interferonico, trasfusionale).

Dunque, in presenza di una delle patologie indicate, il medico che redige il certificato dovrà selezionare nel certificato telematico, il campo invalidità.

Va specificato che, secondo quando precisato nella circolare Inps, anche venendo meno l’obbligo della reperibilità, posto a carico del lavoratore, l’Inps può effettuare comunque controlli sulla correttezza formale e sostanziale della certificazione, nonché sulla congruità prognostica. Inoltre, sull’invalidità con riduzione della capacità lavorativa superiore al 67 per cento, l’Inps ha precisato che lo stato morboso che può consentire l’esonero dalla reperibilità dev’essere connesso a una patologia in grado di determinare una menomazione di cospicuo rilievo funzionale.

Conclusione

Le consiglio di rivolgersi al suo medico di base e con lui valutare se rientra nell’esonero per patologie sopra descritte. Il medico di base, come più volte chiarito, dovrà stabilire la gravità della patologia.

Visita fiscale e fasce di reperibilità, per l’esonero il medico cosa deve indicare nel certificato?

Chiarimenti Inps

A seguito di notizie diffuse sul web circa le modalità di esonero dalle visite mediche di controllo domiciliari, molti lavoratori stanno chiedendo ai propri medici curanti di apporre il codice “E” nei certificati al fine di ottenere l’esenzione dal controllo.

INPS precisa, in primo luogo, che le norme non prevedono l’esonero dal controllo, ma solo dalla reperibilità: questo significa che il controllo concordato è sempre possibile, come ben esplicitato nella circolare INPS 7 giugno 2016, n. 95 a cui si rinvia per ogni ulteriore dettaglio.

In secondo luogo, il medico curante certificatore può applicare solo ed esclusivamente le “agevolazioni”, previste dai vigenti decreti quali uniche situazioni che escludono dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità. Le previsioni sono:

  • nel decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 11 gennaio 2016, per i lavoratori subordinati dipendenti dai datori di lavoro privati
    patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%;
  • nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 ottobre 2017, n. 206 per i dipendenti pubblici patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della “tabella A” allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella “tabella E” dello stesso decreto;
  • stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.

In questa circoscritta casistica, la segnalazione da parte del curante deve essere apposta al momento della redazione del certificato e non può essere aggiunta ex post, proprio perché l’esonero è dalla reperibilità e non dal controllo.

Per quanto riguarda il codice “E” indicato nel messaggio 13 luglio 2015, n. 4752, invece, si tratta di un codice a esclusivo uso interno riservato ai medici INPS durante la disamina dei certificati pervenuti per esprimere le opportune decisionalità tecnico-professionali, secondo precise disposizioni centralmente impartite in merito alle malattie gravissime.

Si precisa, quindi, che qualsiasi eventuale annotazione nelle note di diagnosi della dizione “Codice E” non può evidentemente produrre alcun effetto di esonero né dal controllo né dalla reperibilità, rimanendo possibile la predisposizione di visite mediche di controllo domiciliare sia a cura dei datori di lavoro che d’ufficio.

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