Visita fiscale e fasce di reperibilità per cure ricorrenti, è possibile l’esonero?

di Consulente Fiscale

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Visita fiscale e fasce di reperibilità, è possibile l’esonero per cure ricorrenti? Ecco cosa prevede la normativa per dipendenti pubblici e privati.

Salve, sono una precaria ATA ( collaboratore scolastico), purtroppo affetta da mastite ricorrente batterica, sottoposta ad intervento chirurgico e spesso ad incisioni chirurgiche ambulatoriali con conseguenti medicazioni ospedaliere , vorrei sapere, se nel periodo lavorativo potrei usufruire di un certificato dove non debbano essere rispettate le fascie orarie. Il medico curante non sa darmi risposta, il chirurgo neanche, e tanto meno il medico fiscale dell’ INPS. Ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti

 

L’Inps, nelle linee guida sulla visita fiscale e le fasce di reperibilità, ha chiarito che nei  casi di cicli di cura ricorrenti per patologie di natura specialistica comportanti incapacità al lavoro (compresi i trattamenti emodialitici, chemioterapia…), i lavoratori privati aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia, possono produrre un’unica certificazione attestante la necessità di trattamenti ricorrenti e che qualifichi ciascun periodo come ricaduta del precedente.

La certificazione di tali cicli deve essere inviata all’Inps e al proprio datore di lavoro prima dell’inizio della terapia con l’indicazione dei giorni previsti per l’esecuzione ed è utile a considerare, ai fini dell’indennità previdenziale, i diversi giorni di malattia come un unico evento. A prestazioni effettivamente eseguite, l’interessato deve presentare periodiche dichiarazioni della struttura sanitaria con il relativo calendario delle cure eseguite.

Le assenze dal lavoro per le terapie devono, comunque, essere certificate, nelle consuete modalità, mediante certificazione telematica o, ove questa non sia possibile, cartacea.

Lavoratori del settore pubblico

Fasce di reperibilità: ore 09.00 – 13.00 /15.00 – 18.00.

Se sei un dipendente pubblico, i casi di esonero dal rispetto delle fasce di reperibilità sono indicati dal decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 206 del 17 ottobre 2017:

La visita fiscale deve essere richiesta obbligatoriamente dal tuo datore di lavoro pubblico se l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative, ma, discrezionalmente, può essere anche disposta più volte durante il medesimo periodo di prognosi.

Congedo per cure

L’art. 7 del D.Lgs 119 del 18 Luglio 2011 prevede che “Salvo quanto previsto dall’articolo 3, comma 42, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, ai lavoratori mutilati e invalidi civili cui sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa superiore al cinquanta per cento possono fruire ogni anno, anche in maniera frazionata, di un congedo per cure per un periodo non superiore a trenta giorni”

Questo tipo di congedo può essere utilizzato dal lavoratore per sottoporsi a cicli di cure (per esempio fisioterapiche, oncologiche, ecc..)

Le norme sul congedo per cure, previste dal Decreto Legislativo n. 119/2011, si applicano al settore pubblico e a quello privato.
I dipendenti pubblici e privati possono usufruire del congedo per cure con le modalità di seguito esplicate:

  • il congedo, che non può superare i trenta giorni l’anno, può essere fruito anche in maniera frazionata;
  • il congedo è accordato dal datore di lavoro a seguito di domanda del dipendente interessato accompagnata dalla richiesta del medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale o appartenente ad una struttura sanitaria pubblica dalla quale risulti la necessità della cura in relazione all’infermità invalidante riconosciuta (art. 7 – comma 2 del D.Lgs 119/2011);
  • la domanda deve essere rivolta al datore di lavoro che retribuisce il congedo secondo il regime economico delle assenze per malattia;
  • l’effettuazione delle cure deve essere documentata.

Sul frazionamento si precisa che la normativa non specifica, come nel caso del congedo straordinario, che il congedo per cure non è frazionabile ad ore, ma si ritiene che, anche per analogia con la malattia, il periodo non sia frazionabile ad ore.

Si sottolinea che, in base alla normativa, assume particolare importanza la certificazione da presentare a corredo della domanda che deve documentare la necessità delle cure in quanto strettamente connesse all’invalidità riconosciuta.

Conclusione

Abbiamo esaminato cosa stabilisce l’Inps per le cure ricorrenti e le varie possibilità, in riferimento al quesito sull’esonero della visita fiscale e delle fasce di reperibilità, la sua patologia non è elencata nelle patologie che richiedono terapie salvavita, troverà l’elenco completo qui: patologie gravi che richiedono terapie salvavita.

La sua patologia non viene indicata nemmeno negli stati patologici sottesi e connesi ad una patologia invalidante riconosciuta con una percentuale pari o superiore al 67%, troverà l’elenco delle patologie in quest’articolo:  Visite fiscali dipendenti pubblici, per quali patologie si è esonerati?

Può comunque, fruire di un congedo per cure, opportunamente documentato come sopra riportato.

Chiarimenti Inps

A seguito di notizie diffuse sul web circa le modalità di esonero dalle visite mediche di controllo domiciliari, molti lavoratori stanno chiedendo ai propri medici curanti di apporre il codice “E” nei certificati al fine di ottenere l’esenzione dal controllo.

INPS precisa, in primo luogo, che le norme non prevedono l’esonero dal controllo, ma solo dalla reperibilità: questo significa che il controllo concordato è sempre possibile, come ben esplicitato nella circolare INPS 7 giugno 2016, n. 95 a cui si rinvia per ogni ulteriore dettaglio.

In secondo luogo, il medico curante certificatore può applicare solo ed esclusivamente le “agevolazioni”, previste dai vigenti decreti quali uniche situazioni che escludono dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità. Le previsioni sono:

  • nel decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 11 gennaio 2016, per i lavoratori subordinati dipendenti dai datori di lavoro privati
    patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%;
  • nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 ottobre 2017, n. 206 per i dipendenti pubblici patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della “tabella A” allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella “tabella E” dello stesso decreto;
  • stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.

In questa circoscritta casistica, la segnalazione da parte del curante deve essere apposta al momento della redazione del certificato e non può essere aggiunta ex post, proprio perché l’esonero è dalla reperibilità e non dal controllo.

Per quanto riguarda il codice “E” indicato nel messaggio 13 luglio 2015, n. 4752, invece, si tratta di un codice a esclusivo uso interno riservato ai medici INPS durante la disamina dei certificati pervenuti per esprimere le opportune decisionalità tecnico-professionali, secondo precise disposizioni centralmente impartite in merito alle malattie gravissime.

Si precisa, quindi, che qualsiasi eventuale annotazione nelle note di diagnosi della dizione “Codice E” non può evidentemente produrre alcun effetto di esonero né dal controllo né dalla reperibilità, rimanendo possibile la predisposizione di visite mediche di controllo domiciliare sia a cura dei datori di lavoro che d’ufficio.

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