Riforma pensione: Quota 100 e anno sabbatico, è valido ai fini pensionistici?

di Consulente Fiscale

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La nuova riforma pensioni, con la Quota 100 prevede innovazioni anche per l’anno sabbatico, sarà considerato valido ai fini pensionistici?

Buongiorno, sono una insegnante di scuola primaria con 35 anni di servizio compiuti nell’anno scolastico 2017/2018, attualmente fruisco di un anno sabbatico dal primo settembre,e compirò  a fine maggio 2019 65 anni.  Pensa che potrei usufruire  tranquillamente di quota 100, qualora andasse in porto per il prossimo anno? La ringrazio moltissimo!

Prima di addentrarci nella nuova riforma pensione con la Quota 100, analizziamo in cosa consiste l’anno sabbatico e se può essere considerato ai fini pensionistici.

“Anno sabbatico”

L’anno sabbatico, è un periodo non retributivo, ed è disciplianto dall’art. 26 comma 14 della legge 448/1998.

Nello specifico: “I docenti e i dirigenti scolastici che hanno superato il periodo di prova possono usufruire di un periodo di aspettativa non retribuita della durata massima di un anno scolastico ogni dieci anni. Per i detti periodi i docenti e i dirigenti possono provvedere a loro spese alla copertura degli oneri previdenziali”.

Durante l’aspettativa il dipendente non ha diritto alla retribuzione.
A chiarire la normativa, una Nota del Ministero del Tesoro del 26 aprile 2000 afferma che l’aspettativa per l’anno sabbatico è considerata: “una tipologia aggiuntiva di quella per motivi di famiglia e di studio già prevista dall’ art. 24 del C.C.N.L. 4/8/1995 (ora art. 18) e pertanto vada anch’essa ricondotta, come quest’ultima, nell’ambito della disciplina di carattere generale stabilita dagli artt. 69 e 70 del D.P.R. 10/1/1957, n. 3, per l’aspettativa per motivi di famiglia, salvo le innovazioni introdotte dal legislatore. Ciò posto, esprime l’avviso che il periodo di aspettativa in oggetto, come disposto dal citato art. 69, non va computato ai fini di carriera né del trattamento di quiescenza e previdenza, salvo che a tali ultimi fini il personale interessato non provveda, come consentito dal secondo periodo della norma in oggetto, al pagamento dei relativi oneri previdenziali, con le modalità stabilite dall’ art. 5 del D.L.vo 16/9/1996, n. 564”.

L’anno sabbatico non retribuito, non è utile ai fini dell’anzianità di servizio e della progressione di carriera nonché ai fini della continuità del servizio valutabile con punteggio specifico nelle procedure di mobilità e nella graduatoria interna per l’individuazione del personale soprannumerario docente.

Il dipendente che fruisce dell’aspettativa può però provvedere a proprie spese alla copertura degli oneri previdenziali.

Pensione Quota 100 e anno sabbatico

La nuova riforma pensione Quota 100, è ancora in fase di studio, tante le incertezze e criticità.  Al momento si parla di una misura con 62 anni di età e 38 anni di contributi. I tecnici stanno studiando anche una possibilità di uscita con 36/37 anni di contributi versati.

In entrambi le soluzioni, lei entrerebbe con l’età anagrafica, ma resta il vincolo degli anni contributivi. L’anno sabbatico come sopra esposto non rientra nel cumulo pensionistico, quindi con 35 anni di contributi, lei non può optare per la Quota 100.

Ricordo che ad oggi nulla è certo e tutto potrebbe cambiare.

Comunque ci sono anche altre forme pensionistiche in atto: la proroga dell’Opzione donna, che se mantiene i requisiti contributivi, basteranno 35 anni,  l’Ape Volontario e la Rendita integrativa Temporanea Anticipata.  

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