Prepensionamento con 61 anni di età e 39 anni di contributi: è possibile?

di Consulente Fiscale

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E’ possibile un prepensionamento a 61 anni con 39 anni di contributi? Vediamo le alternative possibili e quali possibilità ci sono.

Sono un’insegnante che assiste il marito gravemente disabile con legge 104 articolo 3 comma 3. Ho 39 anni di servizio e 61 anni di età. Posso rientrare in qualche forma di pensione anticipata escludendo l’opzione donna che ritengo troppo penalizzante? Assistere mio marito è sempre più difficile e non credo di riuscire a continuare per molto a gestire la sua cura e il lavoro. Accetto qualsiasi consiglio

Purtroppo al momento non può accedere ad alcun forma di pensione anticipata poichè gli anni di contributi in suo possesso non le permettono l’accesso alla pensione anticipata tradizionale (che per le donne richiede nel 2018 41 anni e 10 mesi di contributi che nel 2019 diventeranno 42 anni e 3 mesi).
Se anche il governo dovesse varare la quota 100 non vi rientrerebbe poichè sarebbero richiesti 64 anni di età e 36 anni di contributi e, quindi, anche se la misura fosse strutturale le mancherebbero 3 anni per raggiungere l’età anagrafica necessaria.
D’altronde si parla di una possibile pensione anticipata con 41 o 42 anni di contributi per tutti a partire dal 2020 (nulla di sicuro, siamo ancora nel campo delle ipotesi) nella quale lei potrebbe rientrare se fossero richiesti 41 anni di contributi già nel 2020 ma comprendo che lavorare ancora 2 anni prendendosi cura di suo marito sarebbe molto pesante.

Per questo motivo mi permetto di darle un piccolo consiglio. Per chi assiste un familiare disabile in base alla legge 104/92 articolo 3 comma 3 è previsto anche un congedo straordinario biennale retribuito che le permetterebbe di prendersi cura di suo marito smettendo di lavorare per 2 anni. In questo modo non maturerebbe ferie e TFR nel periodo di congedo, ma continuerebbe a maturare contributi figurativi utili al raggiungimento della pensione. Fra due anni, quindi, avrebbe 41 anni di contributi e potrebbe accedere alla quota 41 se fosse varata. In caso contrario dovrebbe riprendere a lavorare fino alla maturazione dei contributi necessari all’accesso alla pensione anticipata che sarebbero di 42 anni e 3 mesi.
Un’altra alternativa sarebbe quella di fruire del congedo straordinario biennale in maniera frazionata, in modo da poter continuare a fruire anche dei 3 giorni di permessi 104 mensili. Fruendo el congedo biennale frazionato e lavorando soltanto 2 giorni a settimana potrebbe escludere dal conteggio del congedo i giorni festivi e non lavorativi (se non lavora il sabato e la domenica lavorando soltanto il venerdì e il lunedì potrebbe avere come congedo straordinario gli altri 3 giorni della settimana e il congedo non durerebbe più 2 anni solari ma 730 giorni lavorativi). Avrebbe modo, così, di arrivare alla pensione anticipata riuscendo a tirare un pò il fiato e assicurando a suo marito una cura più continua e assidua essendo assente da casa soltanto due giorni a settimana.

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