Pensione Quota 100 o Opzione donna, nel 2019 quale scelta conviene?

di Consulente Fiscale

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Pensione Quota 100 o Opzione donna, cosa conviene dal 2019? L’Opzione donna attualmente è molto penalizzante, cosa mi conviene fare?

Buongiorno, sono nata il 3.1.1957 e sono in servizio dal 01.04.1979 presso una Pubblica Amministrazione. Nel 2019 dunque, stando alle informazioni divulgate, dovrei poter usufruire della quota 100 (con 102: 62 anni di età e 40 di servizio) e pensionarmi. Avrei maturato anche il diritto a opzione donna (avendo 35 anni di contributi e 57 anni di età al 30.12.2015) ma dalla simulazione risulterebbe molto penalizzante pur tenendo conto che percepisco una pensione di reversibilità (sto percependo il 50% del 60%) che verrebbe senz’altro rivalutata in considerazione del massiccio taglio sullo “stipendio”. Da quanto è dato di sapere ci saranno penalità anche sulla quota 100? E se sì, quale delle due formule sarebbe per me meno onerosa? Ringrazio e porgo cordiali saluti

 

Analizziamo i requisiti della Quota 100 e con quale metodo verrà effettuato il calcolo dell’assegno pensionistico. In riferimento all’Opzione donna, ad oggi non si conoscono i requisiti. Il Governo ha promesso che la proroga sarà inserita nella legge di Bilancio 2019 e che i requisiti saranno riesaminati, ad oggi possiamo solo formulare ipotesi.

Requisiti e calcolo pensione Quota 100

Secondo ultime indiscrezioni, potranno accedere alla  pensione Quota 100, coloro che hanno i seguenti requisiti: 62 anni di età e 38 anni di contributi versati, di cui un massimo di 2/3 anni di contributi figurativi.

Calcolo assegno senza penalizzazioni, come si calcolano le normali pensioni. Nello specifico:

  • calcolo retributivo dal 31 dicembre 2011, dopo con il calcolo contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • calcolo retributivo sino al 31 dicembre 1995, dopo con il calcolo contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  •  integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Le ultime novità, prevedono che chi aderisce alla pensione Quota 100 non potrà più lavorare.

Proroga Opzione donna e penalizzazioni

Se la proroga verrà messa in atto, come promesso, sarà possibile fare domanda nel 2019, con un cambiamento dell’età pensionistica in 57 e 7 mesi per i dipendenti pubblici e 58 e 7 mesi per le lavoratrici autonome.

Per maggiori informazioni, bisogna aspettare che la proroga sia inserita nella legge di Bilancio 2019, sicuramente ci saranno altre varianti, si spera inoltre che si proceda all’annullamento dell’incremento dell’età pensionistica, in modo da rendere possibile l’accesso con solo 57 anni di età anagrafica.

Ricordiamo che per accedere all’Opzione donna, bisogna aver raggiunto i requisiti contributivi e anagrafici entro il 31 dicembre 2015. Le novità presentate con l’emendamento del Deputato Rizzetto, prevedono la proroga del raggiungimento dei requisiti contributi e anagrafici fino al 31 dicembre 2019. Quest’emendamento, se accettato aumenterà la platea degli aventi diritto, permetterebbe di far accedere anche le nate nel 1961 – 1962.

Per sapere con esattezza la penalizzazione che prevede la nuova misura, bisogna aspettare. Con l’opzione donna attuale, la penalizzazione sull’assegno pensionistico è di circa il 30% perché calcolata interamente con il sistema contributivo. Anche su questo ci saranno novità, si spera in una diminuzione della penalizzazione.

Consigliamo di leggere: Come si calcola la pensione con il calcolo contributivo e retributivo, confronto e convenienza

Conclusioni

Considerando i suoi requisiti, la Quota 100 sembrerebbe più conveniente, in quanto il calcolo è effettuato senza penalizzazioni. Per poter fare una valutazione concreta, bisogna attendere gli sviluppi sulla proroga dell’Opzione donna.

Bisogna attendere che entrambe le misure entrino nella legge di Bilancio 2019.

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