Pensione Quota 100, i contributi dopo i 38 anni come vengono conteggiati?

di Consulente Fiscale

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Pensione Quota 100, per chi ha più di 38 anni di contributi, quelli che eccedono come vengono considerati, vengono inserite nell’assegno pensionistico?

Buongiorno, io ho maturato, 40 + 5 mesi di contributi, e ho 62 anni, facendo domanda su quota 100, come mi vengono conteggiati, avendo versato di più?

 

I requisiti richiesti per la pensione Quota 100 sono 62 anni di età e 38 anni di contributi. Come più volte scritto, la Quota 100 si configura come una pensione a Quota: quota 101 con 63 anni; Quota 102 con 64 anni, fino ad arrivare a Quota 107 per chi dovesse compiere 66 anni e ha maturato 41 anni di contributi versati.

Ai vincoli dei 62 anni e dei 38 anni di contributi, si aggiunge il paletto dei contributi figurativi, con un massimo ammesso di 2/3 anni di contribuzione.

Quindi, nel caso specifico, i contributi che eccedono i 38 anni, verranno comunque considerati nel calcolo dell’assegno pensionistico. Questo comporterà un assegno più alto rispetto a chi ha versato 38 anni di contributi.

Stando alle ultime novità, si andrebbe in pensione con la Quota 100 senza penalizzazioni. La Quota 100 sarà calcolata come qualsiasi altro trattamento pensionistico, senza penalizzazioni e senza calcolo misto o calcolo integralmente contributivo.

La pensione Quota 100 sarà così calcolata:

  • calcolo retributivo dal 31 dicembre 2011, dopo con il calcolo contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • calcolo retributivo sino al 31 dicembre 1995, dopo con il calcolo contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  •  integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.
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