Pensione Quota 100 e riscatto laurea, c’è un limite di contributi figurativi?

di Consulente Fiscale

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Pensione Quota 100 con riscatto laurea per raggiungere il requisito contributivo di 38 anni, esiste un limite per i contributi figurativi?

Il prossimo anno avrò 62 e 33 anni di contributi (di cui 1 anno e 3 mesi di militare). Sono laureato ma non ho riscattato gli anni di università. 
Se riscattarsi la laurea (5 anni) mi sembra che dovrei rientrare nella quota 100, 38 anni e 62 di età. Corretto?  Grazie in anticipo.

 

Il riscatto dei contributi non può essere richiesto per ogni periodo della vita privo di contribuzione ma vi sono dei periodi ben precisi che possono essere riscattati e sono periodi non coperti da contribuzione relativi a:
  • il corso legale di laurea, le lauree brevi e i titoli di studio ad esse equiparati;
  • l’attività lavorativa svolta all’estero in Paesi non convenzionati;
  • l’astensione facoltativa per maternità che si colloca al di fuori del rapporto di lavoro;
  • gli anni di praticantato effettuati dai Promotori finanziari;
  • l’attività svolta con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per periodi antecedenti il 1.4.1996;
  • i periodi non lavorati e privi di contribuzione previsti da specifiche disposizioni di legge e comunque successivi al 31.12.1996;
  • periodi di lavoro svolto con contratto part time;
  • i periodi di lavoro socialmente utili per la copertura delle settimane utili per il calcolo della misura delle pensioni
  • ulteriori periodi di riscatto previsti da specifiche disposizioni di legge.

Pensione Quota 100 e riscatto laurea

Cosa cambierà per il riscatto dei contributi con la quota 100?

Nella prima bozza della Quota 100, si era ipotizzato di inserire un possibile tetto agli anni di versamenti figurativi da poter riscattare. Tale limite in ogni caso è sparito nella formulazione finale del testo approvato dal Consiglio nei giorni scorsi.

Quindi, allo stato attuare è lecito pensare che sarà possibile sommare ai contributi effettivi quelli figurativi, ivi inclusi leva militare, il corso di laurea, ecc., inoltre il riscatto dei contributi non sarà a titolo oneroso.

Cumulo contributivo e Pensione Quota 100

La manovra sul cumulo contributivo non è chiara. I 38 anni richiesti potranno essere raggiunti o meno ricorrendo al cumulo contributivo gratuito, secondo l’art. 1 comma 239 della legge n. 228/2012, come riformata dalla legge n. 232/2016. Molti esponenti politici, non sono d’accordo sulla introduzione del cumulo nella quota 100. L’applicabilità del cumulo diventa un punto cruciale, infatti i lavoratori per raggiungere i 38 anni di contribuzione, con 62 anni richiesti, se non viene accettato il cumulo, potranno vantare i periodi di contribuzione maturati in gestioni diverse, avvalendosi della ricongiunzione dei contributi per riunirli presso un’unica gestione così da ottenere un’unica pensione. La ricongiunzione, a differenza del cumulo, è una prestazione onerosa a carico del contribuente.

Se il cumulo sarà applicabile alla pensione Quota 100, i lavoratori potranno, per perfezionare i 38 anni di contributi, non solo considerando tutti i contributi versati in tutte le gestioni INPS, casse previdenziali ordinistiche e contribuzione versata in Europa, SEE e stati extra-UE convenzionati, ma valutare anche il riscatto della laurea, e di altri periodi…, nella gestione che risulti più conveniente.

I requisiti richiesti per la pensione Quota 100 sono 62 anni di età e 38 anni di contributi. Per sapere qualcosa di certo bisogna attendere che la misura sia ben definita.

Per maggiori informazioni sul calcolo del riscatto laurea, consigliamo di leggere: Riscatto laurea: decadenza, costo, domanda, pagamento | Guida completa

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