Pensione anticipata: Quota 100 e Ape Volontario a confronto, criticità e convenienza dal 2019

di Consulente Fiscale

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Pensione anticipata Ape Volontario e Quota 100, a confronto, criticità, calcolo e convenienza a partire dal 2019, le ultime novità.

Ho 63 anni (compiuti a giugno c.a.), lavoro da luglio 1981, sempre a giugno di quest’anno ho presentato all’INPS la domanda per la certificazione di accesso all’APE VOLONTARIA – domanda ammessa – a seguito della quale, secondo i calcoli effettuati dall’Inps, potrei fare la domanda x l’ accesso dal 06/11/2018 ed il mese successivo sarei già in pensione.

Considerato che (per problemi personali su posto di lavoro e dove assolutamente non penso più di rientrare) sto usufruendo già delle ferie residue e con ferie accumulate potrei andare oltre dicembre 2018, ovvero fino a febbraio 2019,  considerato che al momento  i requisiti x quota 100 sono ancora incerti relativamente agli anni di contributi (38 o 37 anni )e che io maturerei i 38 anni qualche mese dopo febbraio 2019 ( mese in cui avrò consumato tutte le ferie) che cosa mi consigliate: di accedere all’ape volontaria contraendo un mutuo ventennale con Banca oppure sperare ancora di accedere a quota 100 con 63 anni e 37 di contributi? Grazie di tutto.

Dimenticavo di  dire che nell’anno 2017 ho fatto domanda x riscatto laurea x n.  4 mesi (esattamente i mesi mancanti  o qualcosina in meno x accesso ad opzione donna,  in quanto al 31/12/2015 mi mancavano circa tre mesi x potervi accedere) a tutt’oggi non ho avuto risposta dall’INPS ne tantomeno ho più sollecitato perché dopo  è subentrata l’ape volontaria, ritenuta più vantaggiosa di opzione donna. Concludendo, ammesso che quota 100 vada in porto ( con 63 anni e 38 di contributi anziché 37) non vorrei che per qualche mese sarei costretta a rinunciare  e dover optare giocoforza x ape volontaria. Ancora grazie.

Risposta

Il quesito posto, è molto articolato, purtroppo non possiamo dare una risposta definitiva, in quanto la Quota 100 è ancora in fase di studio. Possiamo solo fare ipotesi in base alle ultime indiscrezioni pervenute sulla pensione Quota 100. Prima di entrare nel dettaglio del quesito, analizziamo i requisiti dell’Ape Volontario e quelli di Quota 100.

Requisiti APE Volontario

Possono fare richiesta di tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici con età anagrafica pari o superiore ai 63 anni e che maturano entro 3 anni e 7 mesi il diritto a una pensione di vecchiaia d’importo, certificato dall’INPS, non inferiore a un certo limite.
Per accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta:

  • avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi;
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;
  • avere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO);
  • non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

Ricordiamo che l’APE volontario (Anticipo finanziario a garanzia pensionistica) può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.

Requisiti Quota 100

La Quota 100 (dall’aggiornamento dei dati Def), avrà i seguenti requisiti:

  • 62 anni di età e 38 anni di contributi versati.

Così impostata, per i lavoratori resta fisso il requisito dei 38 anni. Quindi la pensione si formulerebbe in quote.

Le quote che si prevedono, sono così stabilite: quota 101 con 63 anni; Quota 102 con 64 anni, fino ad arrivare a Quota 107 per chi dovesse compiere 66 anni e ha maturato 41 anni di contributi versati.

Ai vincoli dei 62 anni e dei 38 anni di contributi, si aggiunge il paletto dei contributi figurativi, con un massimo ammesso di 2/3 anni di contribuzione.

Ape Volontario e Quota 100: convenienza a confronto

Come abbiamo illustrato prima, l’Ape volontario consiste in un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto.

Il prestito è erogato dalla banca in quote mensili nell’arco di un anno, per richiederlo non occorre cessare l’attività lavorativa, ma è necessario avere una età minima di 63 anni e aver maturato un’anzianità contributiva non inferiore a 20 anni.

La quota 100, per arginare l’ingente platea che potrebbe fare domanda di pensionamento, inizialmente si era ipotizzato di optare nel calcolo contributivo dell’assegno pensionistico dalle annualità dal 1996 in poi.

Questa ipotesi è stata abbandonata, in quanto troppo penalizzante. Nella nota di aggiornamento del Def viene riportato che la Quota 100 sarà calcolata come qualsiasi altro trattamento pensionistico, senza penalizzazioni e senza calcolo misto o calcolo integralmente contributivo.
Quindi come tutte le pensioni, il calcolo sarà così calcolato:

  • calcolo retributivo dal 31 dicembre 2011, dopo con il calcolo contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • calcolo retributivo sino al 31 dicembre 1995, dopo con il calcolo contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  •  integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Le ultime novità, prevedono che chi aderisce alla pensione Quota 100 non potrà più lavorare. Nella nota di aggiornamento del Def viene chiarito che questa misura di divieto serve a “garantire al Paese quel ricambio intergenerazionale che potrà avere effetti positivi anche sull’attività dei comparti pubblici e privati”.

In base alla situazione così illustrata, la Quota 100 si presenta più conveniente, a fronte di un prestito pensionistico di 20 anni per aderire all’Ape Volontario. Si ricorda che la Quota 100, non è ancora  definita e tutto può cambiare. Anche la data di attuazione è ancora un’incognita, sarà difficile che partirà da gennaio 2019. Quindi, è possibile che lei rientri, sicuramente sarà possibile fare domanda in tempi diversi. Per poter fare un confronto preciso e concreto, le conviene attendere che la Quota 100 entri nella legge di Bilancio 2019.

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