Pensione anticipata a 58 anni di età, quale alternativa?

di Consulente Fiscale

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Pensione anticipata a 58 anni con 25 anni di contributi, quale alternativa per uscire prima dal lavoro? Analizziamo cosa prevede la normativa vigente.

Salve,  scrivo per mio padre. Ha 58 anni compiuti il 30 luglio, ha maturato 25 anni di contributi, ma negli ultimi 8 anni, a causa del fallimento dell’azienda, è stato in cassa integrazione e mobilità, la quale terminerà a dicembre di quest’anno. Quali potrebbero essere le opzioni possibili nel suo caso per il prepensionamento? 

 

Purtroppo 58 anni e 25 anni di contributi sono pochi per il pensionamento anticipato, l’unica alternativa è la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata. La RITA, non è per tutti, bisogna avere particolari requisiti. nel caso specifico è possibile anticipare di 10 anni l’età pensionabile. Analizziamo i requisiti per accedere alla Rendita integrativa

Pensione RITA, anticipo di 5 e 10 anni

La RITA consiste nell’erogazione frazionata del montante accumulato presso il Fondo, in un arco temporale che va dal momento dell’accettazione della richiesta fino al conseguimento dei requisiti di accesso alle prestazioni nel regime previdenziale obbligatorio di appartenenza, della durata
massima compresa tra i 5 e i 10 anni.

Pensione RITA: anticipo di 5 o 10 anni dall’età pensionistica, calcolo e convenienza

Requisiti Rita

I requisiti, da possedere al momento della presentazione dell’istanza, per ottenere la RITA dalle forme pensionistiche complementari sono le seguenti:

a) Cessazione dell’attività lavorativa;
b) Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa;

c) Maturazione, alla data di presentazione della domanda di accesso alla RITA, di un requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori di appartenenza;

d) Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari (ai sensi dell’art. 1 1, comma 2, del Decreto lgs. 252/2005);
oppure, in alternativa:

a) Cessazione dell’attività lavorativa;

b) Inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a ventiquattro mesi;

c) Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi al compimento del termine di cui alla lett. b);

d) Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari (ai sensi dell’art. 11, comma 2, del Decreto lgs. 252/2005).

Diversamente dalla disciplina previgente in tema di RITA, la sussistenza dei requisiti sopra indicati non è vincolata al rilascio di un’apposita attestazione da parte dell’INPS.

Requisito contributivo

Per la documentazione idonea a comprovare il possesso del requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori, potrà essere acquisito l’estratto conto integrato (ECI) rilasciato dal Casellario dei lavoratori attivi, accessibile online dal sito dell’INPS, oppure gli estratti conto rilasciati dagli enti previdenziali di appartenenza dei lavoratori richiedenti la RITA.

In alcuni casi, ai sensi del DPR 445/2000, è possibile presentare la dichiarazione sostitutiva.

Conclusione

Per aderire alla RITA, suo padre deve essere scritto ad un fondo pensione almeno da cinque anni. La domanda va fatta direttamente al fondo pensione di appartenenza.

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