Buoni pasto: i collaboratori scolastici ne hanno diritto?

di Consulente Fiscale

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Buoni pasto, perchè i collaboratori non li percepiscono? Sono dipendenti di serie B? Analizziamo la normativa vigente secondo le ultime disposizioni.

Vorrei sapere perché i collaboratori Scolastici non hanno i buoni pasto visto che non hanno diritto alla mensa e quasi vivono dentro scuola passando tante ore fuori orario e di più, e non solo sono comunque dipendenti pubblici o sono di serie B non contano nulla, ma è grazie a loro se la scuola va avanti, invece le maestre hanno diritto alla mensa come mai non si fa nulla per i Collaboratori Scolastici?

Questo è un argomento molto discusso, sul diritto alla mensa gratuita dei collaboratori scolastici, la FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal intervengono nei confronti del MPI per chiedere il rispetto del Contratto nazionale laddove amplia il diritto alla mensa gratuita per il personale della scuola.

La comunicazione dei sindacati inviati ai vari enti

Personale della scuola avente diritto alla mensa gratuita (Art. 21 CCNL).

Come è noto, al 5° comma dell’art. 21 del CCNL Scuola sottoscritto il 29 novembre 2007 è prevista la fruizione della mensa gratuita anche per il personale A.T.A.

Tale norma contrattuale, i cui nuovi costi sono coperti dalla stipula del CCNL, fa nascere il diritto per il dipendente, individuato nel citato art. 21, alla gratuità del servizio mensa e il conseguente obbligo per l’Amministrazione ad erogarlo. Tuttavia, in mancanza di comunicazioni formali al riguardo, molti Comuni non adeguano il servizio mensa con i pasti supplementari.

Le scriventi OO. SS. nel ribadire che la sottoscrizione definitiva del CCNL comporta la sua applicazione automatica, chiedono un intervento tempestivo da parte delle SS.LL. nei confronti delle Amministrazioni interessate per assicurare l’erogazione dei pasti dovuti al personale docente e A.T.A. impegnato durante il servizio mensa.

I chiarimenti dal Miur

Il MIUR, spiegato in una nota molto precisa che sottolinea come la Costituzione (diritto allo studio, all’assistenza, all’educazione), la legge 135/2012 e il CCNL Scuola articolo 21 siano molto chiari in proposito: il pasto va assicurato gratuitamente a tutto il personale impegnato al servizio di mensa.

Ecco alcuni passaggi della nota della Direzione generale delle risorse umane e finanziarie: “La disciplina che regola il contributo di questo Ministero verso gli Enti locali è sancito dall’articolo 7 comma 41 della legge 135/2012… il quale dispone che il contributo che lo Stato riconosce ai comuni per le spese sostenute per i pasti del personale statale, iscritto nello stato di previsione del MIUR, sia pagato direttamente ai Comuni in proporzione al numero delle classi che accedono al servizio mensa scolastica…..” Ciò posto rimane tuttavia l’obbligo generale dell’erogazione dei servizi agli aventi diritto, attribuito ex legge agli EE.LL., in materia di assistenza scolastica” (art. 42 e segg del DPR 616/1977).

E ancora: “Orbene, sul punto va considerato che usufruisce della refezione scolastica, a titolo gratuito, anche il personale docente e non docente in servizio al momento della somministrazione del pasto, art 21 del CCNL Scuola 2007, con funzioni di vigilanza e assistenza al fine di procedere al regolare svolgimento del progetto degli Enti locali”.

Riepilogando, il diritto alla mensa per insegnanti e collaboratori scolastici, spetta solo se il personale è impegnato al servizio di mensa.

Fonte: FLC CGIL

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