Consigli di classe con gli studenti anche nella primaria, la Lega cambia

di redazione
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Partecipazione degli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado nei consigli di classe. Lo prevede un Disegno di Legge del Sen. Romeo (Lega) che affronta, tra l’altro, il tema dell’educazione civica nonché la reintroduzione del voto di condotta.

Partecipazione studenti consigli di classe

Finora è prevista solo per la scuola secondaria, limitata ai rappresentanti di classe scelti attraverso le apposite elezioni collegiali.

Il Disegno di Legge della Lega si prefigge di modificare il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Testo Unico).

L’art. 5 comma 2 dovrebbe così essere modificato:

“2. Fanno parte, altresì, del consiglio di intersezione, di interclasse o di classe:

“nella scuola primaria, nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola secondaria superiore, due rappresentanti eletti dai genitori degli alunni iscritti alla classe, nonché due rappresentanti degli studenti, eletti dagli studenti della classe”

Chi può essere eletto?

Il Disegno di Legge specifica “L’elettorato attivo per l’elezione dei rappresentanti degli alunni spetta agli studenti delle classi della scuola primaria, qualunque sia la loro età, mentre l’elettorato passivo spetta agli alunni che frequentano la classe quinta anche se anticipatari.

Per essere eletti bisogna dunque avere 10 anni (9 se anticipatari), mentre il diritto di voto spetterebbe a tutti.

Le motivazioni

Si tratterebbe di un aspetto dell’educazione alla cittadinanza, come ampliamento pratico dell’insegnamento di educazione civica per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. I due rappresentanti degli studenti, come già per la scuola secondaria di II grado, avranno il compito di agevolare il dialogo fra la classe e i suoi professori, si faranno interpreti di specifiche richieste dei compagni, segnaleranno eventuali episodi ed atti di prevaricazione a danno degli studenti.
Per l’elezione dei rappresentanti degli studenti si applicano le norme previste dall’ordinanza ministeriale n. 215 del 1991

“Questa figura intermedia tra l’alunno e il mondo degli adulti (professori e genitori) – si legge nel Disegno di Legge – oltre a rendersi interprete di tutte le necessità portate dai suoi compagni, potrà più facilmente costituire un riferimento per gli studenti, un proprio simile al quale riuscire ad esternare più facilmente, senza paura e vergogna, eventuali episodi di violenza o sopraffazione subiti in ambito scolastico.

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