Considerazione e stabilizzazione terza fascia con servizio 180×3. Lettera

di redazione
ipsef

item-thumbnail

inviata da Elena Ielli – Alla luce della bozza Def e dei nuovi metodi di reclutamento per docenti, noi di terza fascia con servizio 180×3 chiediamo supporto e visibilità al Governo in quanto persone, lavoratori (alle dipedenze dello Stato) e soprattutto cittadini.

Alla luce della bozza Def e dei nuovi metodi di reclutamento per docenti, noi di terza fascia con servizio 180×3 chiediamo supporto e visibilità al Governo in quanto persone, lavoratori (alle dipedenze dello Stato) e soprattutto cittadini.

Scriviamo affinchè la nostra voce possa trovare ascolto e risposta.

Siamo docenti di terza fascia al servizio dei ragazzi e delle scuole, responsabili delle programmazioni educativo-didattiche, copriamo spezzoni orari, malattie, maternità per brevi e lunghi periodi o interi anni scolastici.

La tipologia del nostro contratto a tempo determinato, date di inizio e fine contratto per intenderci (lo dico per i non addetti ai lavori), dipende dalla fortuna, ossia dalla possibilità e necessità che viene offerta dalle 20 scuole in cui ci si è iscritti nelle graduatorie di istituto ( per le quali, si spera, sarà programmata una definitiva chiusura).

La nostra categoria racchiude gli insegnanti che hanno lavorato e lavorano da almeno 3 anni (180gg per almeno 3 anni) nelle scuole medie e superiori. Molti di noi insegnano, anche se non in modo continuativo, da molto più tempo (per me, ad esempio, è il nono anno non continuativo).

Ogni Governo (da quando è nato il “percorso” delle abilitazioni) ha sempre programmato un iter ad hoc per i docenti di terza fascia con servizio che permettesse la stabilizzazione; persino quello precedente aveva creato per noi un transitorio riservato.

Se a livello finanziario esistevano, fino a pochi mesi fa, le coperture per un nostro percorso di stabilizzazione (denominato Fit), dove sono finite adesso le risorse disponibili? Dove sono state impiegate?

Pur non esistendo norma giuridica che obblighi alcuno Stato a indire periodicamente percorsi abilitanti per chi ha servizio, è la prima volta (da quando esistono, anzi, esistevano i corsi abilitanti) che un Governo non prende in considerazione il lavoro svolto da un suo dipendente nella Scuola pubblica e non riserva (a chi ha almeno 3 anni di servizio) la possibilità di abilitazione e futura stabilizzazione.

Chiediamo una fase transitoria (che era tra l’altro prevista, ma che non è stata attuata): chiediamo di poter seguire un corso/percorso/concorso Riservato e Abilitante che ci consenta di ottenere ufficialmente e nella forma quel ruolo che già ricopriamo da più anni nella sostanza.

Chiediamo che sia rivisto il DL.59 della 107 e l’art.58 del Def. che ci riguarda.

Stiamo subendo una forte discriminazione rispetto ai colleghi che ci hanno preceduto.

Se lo Stato ha forti difficoltà finanziarie, se le disponibiltà finanziarie sono state arbitrariamente utilizzate altrove, non possiamo pagare noi con la quasi sicura rottamazione (se non cambia la bozza Def e relativi metodi reclutamento docenti) la scelta politica del discutibile slogan “largo ai giovani”.

Il processo di “svecchiamento” del personale della scuola (tanto agognato dai politici di turno) non può essere realizzato in modo inconsapevole e a scapito di lavoratori/cittadini/persone che da anni svolgono un lavoro prezioso e indispensabile per le scuole e per i ragazzi.

I politici dovrbbero studiare la reatà e specificità tutta italiana, a tratti paradossale a mio avviso, del Pubblico Impiego, compreso la Pubblica Istruzione, prima di proporre “un nuovo sistema” piuttosto discutibile (mi riferisco alla Scuola Pubblica, poichè nel privato, giustamente, ognuno fa quel che ritiene più opportuno).

Nonostante le incertezze ( sono anni che non esistono corsi abilitanti a cui poter partecipare), abbiamo scelto di lavorare nella scuola perchè amiamo il nostro lavoro.

Non ritengo e non riteniamo giusto che venga proposto uno stesso concorso a giovani neolaureati e ai docenti con pluriennale esperienza.

In base alle dichiarazioni e preoccupazioni mie e dei colleghi, penso che il concorso descritto nella bozza possa avere ricadute di una certa gravità sul lavoro (e la vita) di molti di noi, con relative e possibili problematiche sociali a seguire.

Confidiamo in una corretta soluzione delle problematiche connesse ai docenti di terza fascia.

Ringrazio anticipatamente a nome mio e dei colleghi.

Versione stampabile
anief
soloformazione