Consentire ai dirigenti scolastici di assumere gli insegnanti dalle graduatorie ma sulla base di curriculum e colloquio. Lettera

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Inviata da Gianni Trezzi, dS del Liceo umanistico “Giuseppe Parini” – Seregno (MB) – Malgrado il mio nome non sia Luciano, desidero raccontare una storia vera.

C’era una volta un ragazzo italiano che chiameremo Alfredo. Costui era studente di Storia presso una gloriosa università del Bel Paese, poniamo Milano. Durante un soggiorno di studio trascorso a Parigi, grazie ad un felice programma di scambi culturali promosso dall’inclita Unione Europea e dedicata a quel bravo filosofo olandese autore di un pregevole elogio delle umane follie, incontrò una ragazza proveniente dal Nuovo Mondo di cui si innamorò perdutamente, ricambiato con passione. I due giovani si amavano dolcemente e si promisero eterno affetto.

Avvenne purtroppo che la gentile donzella, che chiameremo Emily, dovette tornare nelle natie Americhe per completare gli studi. Ah, fu un ben triste giorno per i due amanti! Il loro amore fu messo a dura prova dalla lontananza, ma essendo un sentimento puro e sincero come vedremo riuscì a vincere questa sfida. Il ragazzo si laureò summa cum laude e senza por tempo in mezzo, preso il primo apparecchio transoceanico si precipitò dal suo amato bene. Quanto Emily fu felice di riabbracciare e riempire di baci il suo Alfredo potete ben immaginarlo.

Passati i primi giorni di grande euforia, non potendosi nutrire di solo amore, ai due ragazzi si pose il problema comune all’intera umanità: come sfangarla nella quotidianità? Alfredo era un tipo intraprendente e coraggioso, a cui le sfide non facevano paura, ma si trovava in un paese per lui straniero e pur parlando bene l’albionico idioma non sapeva da dove cominciare; d’altra parte Emily doveva laurearsi in biologia e anche se la sua famiglia aveva accolto Alfredo con grande cortesia e benevolenza non poteva e non voleva farsi mantenere. Iniziò come molti suoi coetanei, lavorando in un fast food prima e in un un supermercato poi, lieto di svolgere anche umili lavoretti pur di restare vicino a colei che sola le pareva donna.

Trascorsero alcuni mesi, quando un bel giorno il nostro lesse casualmente sul quotidiano della cittadina dove viveva un annuncio secondo cui il locale liceo civico cercava un docente di storia. Bisognava inviare il proprio curriculum vitae ed attendere di essere convocati. Dopo pochi giorni il ragazzo ebbe un appuntamento con il preside del liceo (the principal).

Il preside ascoltò la presentazione di Alfredo, chiese alcuni chiarimenti su quanto dichiarato nel curricolo e infine lo congedò con un sorriso accompagnato dal fatidico: “Le faremo sapere”. Sapendo che in Italia la suddetta frase significava quasi certamente un “arrivederci a mai più” il buon giovane si mise l’animo in pace e riprese il suo lavoro di commesso precario, lieto di averci almeno provato. Grande fu dunque la sua sorpresa quando poco tempo dopo fu riconvocato a scuola, per un secondo colloquio.

Questa volta il preside insistette per comprendere le motivazioni che lo spingevano a fare l’insegnante e si confrontò con Alfredo su argomenti più squisitamente pedagogico-relazionali. Disse al ragazzo che avrebbero voluto provare la sua competenza metodologico-didattica, proponendogli di tenere una lezione ad una classe del liceo e precisando che sarebbe stata videoripresa. Alfredo acconsentì, tornò il giorno successivo e tenne lezione come concordato.

Per farla breve, il neolaureato italiano venne assunto in qualità di docente di storia di quel liceo ed al termine dell’anno scolastico gli venne proposto un contratto a tempo indeterminato. Alfredo non ci pensò sopra né tanto né poco, accettò con entusiasmo e se per ventura vi capitasse di giungere in quella piccola città americana sita nei dintorni di Baltimora lo troverete certamente in cattedra… e ancora teneramente innamorato di Emily.

Come dicevo, questa è una storia vera. Perché in Italia deve restare solo una favola?

Ritengo che l’unica soluzione per consentire di aprire l’anno scolastico il I settembre 2021 avendo tutti i docenti in cattedra sia la seguente: consentire ai dirigenti scolastici di nominare gli insegnanti dalle graduatorie ma sulla base dei curricola e dei colloqui. Altrimenti sarà il solito vietnam.

Voglio vedere se finalmente il nuovo governo avrà forza e coraggio per attuare questa rivoluzione copernicana.

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