Conoscenza dell’inglese sotto i riflettori: nonostante gli investimenti, l’italia è tra gli ultimi in Europa

Di Lalla
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EF Education First* – Il rapporto EF EPI mette a confronto la conoscenza dell’inglese e le politiche di istruzione nel mondo per scoprire quanto padroneggiare la lingua riconosciuta da tutti come quella universale sia importante per lo sviluppo economico e sociale dei singoli paesi.

EF Education First* – Il rapporto EF EPI mette a confronto la conoscenza dell’inglese e le politiche di istruzione nel mondo per scoprire quanto padroneggiare la lingua riconosciuta da tutti come quella universale sia importante per lo sviluppo economico e sociale dei singoli paesi.

L’Italia non brilla certo nella classifica mondiale della conoscenza dell’inglese stilata da EF Education First in base ai risultati dei test di inglese sostenuti dagli oltre due milioni di visitatori del sito: risultiamo tra i paesi con una bassa conoscenza insieme a Spagna, Russia e Brasile, al di sotto di francesi e tedeschi e ben lontani dai risutati ottenuti da olandesi o norvegesi. Perché queste difficoltà? L’Italia e la Spagna sono proprio i paesi che in Europa investono di più nell’introduzione dell’insegnamento dell’inglese nella scuola pubblica ai livelli più precoci. Eppure questa, sorprendentemente, non sembra essere una scelta vincente per i nostri ragazzi rispetto a politiche adottate da altri paesi.

Il rapporto che accompagna la classifica presenta infatti dati comparati molto interessanti tra le diverse economie, gli atteggiamenti verso la lingua straniera e le politiche di istruzione: in questo modo lo studio cerca di dimostrare quali sono gli approcci vincenti per imparare al meglio la lingua inglese, riconosciuta da tutti come importante veicolo per lo sviluppo economico. Ne risulta che i paesi che ottengono i migliori risultati sono quelli che hanno abbandonato da tempo l’idea di parlare un inglese perfetto, e di concentrare gli sforzi didattici sulla esattezza rigorosa della grammatica e della pronuncia a favore dello studio per una comprensione più ampia dell’uso della lingua e per una comunicazione e una scioltezza colloquiale maggiori. In pratica, chi ha riconosciuto nell’inglese la peculiarità di strumento versatile che facilita la comunicazione tra popoli diversi e distanti senza sentire il peso di una eventuale sottomissione culturale nell’utilizzo dell’inglese, per esempio, per l’insegnamento nei corsi universitari.

Il rapporto per ogni paese e le conclusioni riguardanti la correlazione tra sviluppo economico e inglese possono essere letti sul sito http://www.ef-italia.it/epi/.

* EF Education First è la società leader internazionale nel settore dei viaggi studio e degli scambi culturali. Nata nel 1965 in Svezia, ha oggi uffici e scuole in 54 Paesi di 5 Continenti. Attualmente la sue sedi principali sono a Zurigo e Boston, mentre in Italia gli uffici sono a Milano e Roma. La lunga e specifica esperienza nell’ambito della didattica ha permesso ad EF Education First di sviluppare percorsi di studio all’estero efficaci per ogni tipologia di utenza e necessità, dai corsi di lingue all’estero a programmi per frequentare l’Università all’estero. Per ulteriori informazioni, consultare il sito http://www.ef-italia.it

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