Conoscenti e parenti, con ilarità, mi chiedono come mai, così titolata e vincitrice di concorso sia a casa ad attendere le supplenze. Lettera

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Sono una vincitrice dell ultimo concorso scuola abilitata inserita in II fascia.

A nulla sono valsi i ricorsi del mio sindacato, pare che ai giudici siano simpatici solo i diplomati magistrali, noi con laurea e abilitazione acquisita a seguire, ai giudici non andiamo proprio a genio.

Quindi, mi trovo come molti miei colleghi a prendere servizio nei posti avanzanti dagli iscritti in Gae, gente che ha i miei stessi titoli e servizi pressapoco (spesso anche gente con meno servizio di me). Adesso che ho vinto il concorso nulla è cambiato per me.

Sono ferma a casa, in attesa di convocazione da Ii fascia di miserrime supplenze brevi, le stesse che arrivano a mie colleghe non abilitate presenti in III fascia. Anzi, a una di esse presente in una scuola in cui io non sono inserita ne è capitata una piu a lungo termine, la mia era di 10 giorni. Lo giuro!

Ho ovviamente rifiutato, non ho neanche risposto a tanto squallore. mi chiedo cosa devo ancora dimostrare a 42 anni per poter fare il mio lavoro.

In tutte le scuole stanno prendendo assegnazioni da Gae mie ex colleghe di università. Io no, abilitata e vincitrice di concorso sto a casa. perché i posti del concorso li hanno assegnati provvisoriamente per i trasferimenti e per chi in fase c non ha preso servizio nelle sede assegnatagli.

Mi sto seriamente chiedendo cosa sto facendo. ho buttato via gli anni migliori della mia vita e fra l’ilarità generale di conoscenti e anche di parenti ebbene si, che vengono a chiedermi come mai tanto titolata tanto brava vincitrice di concorso addirittura sono a casa, sto pensando seriamente di cambiare lavoro. Buona giornata

A. Maria Ruscitti

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