Congedo parentale, un mese in più con stipendio all’80%: la novità nella Legge di Bilancio 2023

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Nel disegno di legge della Manovra 2023 è inserita una misura riguardante il congedo parentale. Le lavoratrici (sia nel settore pubblico che nel privato) avranno un mese di congedo parentale retribuito all’80% del loro stipendio, esattamente come i cinque mesi del congedo di maternità.

Il congedo parentale, cioè l’astensione facoltativa dal lavoro che le lavoratrici e i lavoratori possono utilizzare
nei primi dodici anni di vita del figlio, è normalmente retribuito con un’indennità pari al 30% della retribuzione.

Con la riforma entrata in vigore il 13 agosto scorso (Dlgs 105/2022), i mesi retribuiti al 30% sono stati estesi a nove: tre mesi non trasferibili, per ciascun genitore, e altri tre mesi a disposizione, alternativamente, della madre o del padre.

Il disegno di legge in corso di conversione in Parlamento propone di pagare a regime uno dei mesi di congedo parentale spettanti alla madre all’80% della retribuzione. Non si tratta di un mese aggiuntivo, ma di uno dei sei mesi già potenzialmente spettanti alla madre.

L’aiuto si applicherà a partire dalle neomamme e fino ai sei anni di vita del figlio. Non potranno fruirne, dunque, le madri lavoratrici che hanno già figli sotto i sei anni, ma solo quelle che termineranno il congedo di maternità (cioè l’astensione obbligatoria dal lavoro) dopo il 31 dicembre 2022.

Questa misura non è equiparabile al congedo obbligatorio di maternità, perché si riferisce invece ad un sostegno aggiuntivo facoltativo, che può essere richiesto in qualsiasi momento, entro i sei anni di età del figlio.

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