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Congedo parentale docenti e ATA: permesso ad ore come alternativa all’intera giornata, ESEMPI. Scheda UIL Scuola

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Frazionare ad ore il congedo parentale come alternativa ad un intero giorno di permesso: la scheda di sintesi della UIL Scuola. 

Rispetto alle modalità già in uso (giornaliera o mensile), l’introduzione della modalità oraria non modifica la durata del congedo parentale:

6 mesi: la madre lavoratrice dipendente;
✓ 6 mesi: il padre lavoratore dipendente (possono aumentare a 7 mesi nel caso di
astensione dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi).
✓ 10 mesi: per il genitore solo (lavoratore dipendente)

Il diritto a fruire dei congedi per maternità e paternità è previsto da una norma di legge (D. Lgs. n. 151/2001). In particolare, il congedo parentale, anche su base oraria, è un diritto potestativo del lavoratore a cui il dirigente scolastico non può opporre rifiuto.

Pertanto, anche in assenza di una espressa previsione contrattuale, il congedo deve essere concesso.

Il congedo parentale da fruire su base oraria, infatti, non è specificato nel nuovo CCNL 2016-18, che non ha apportato alcuna modifica in materia di congedi parentali rispetto a quanto già stabilito dall’art. 12 del CCNL 2006-09.

C’è comunque da evidenziare che il comma 1 dello stesso art. recita testualmente:
“Al personale dipendente si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela della maternità contenute nel D. L.gs. n. 151/2001”.

È evidente che bisogna tenere conto anche delle modifiche apportate nel corso degli anni allo stesso D. L.gs. n. 151/2001 compresa quella della fruizione del congedo parentale in modalità oraria.

A conferma di ciò il Ministero dell’istruzione ha rilasciato l’apposito codice SIDI.

✓ B026/HH26 (CONGEDO PARENTALE SU BASE ORARIA NEI PRIMI DODICI ANNI DI VITA DEL BAMBINO).

Il Ministero del lavoro, nell’Interpello n. 25 del 22 luglio 2013, ha precisato la possibilità di intervento in materia della contrattazione collettiva di settore di secondo livello al fine di disciplinare le modalità di fruizione del congedo parentale su base oraria, nonché i criteri di calcolo della base oraria e l’equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa.

Secondo il Ministero del lavoro la materia può quindi essere oggetto di contrattazione tra la RSU, i sindacati territoriali firmatari del Contratto e il dirigente scolastico a livello di singola istituzione scolastica.

Possibili soluzioni da inserire in contrattazione

Si potrebbe calcolare una riduzione oraria complessiva settimanale ovvero stabilire quanto spetta al personale richiedente il congedo di riduzione oraria in una settimana lavorativa e distribuire tale riduzione per ogni giorno lavorativo applicando una riduzione ad ore “intere”.

Così facendo si garantirebbe comunque il diritto del richiedente il congedo, perché viene rispettato il monte ore complessivo di riduzione oraria a lui spettante, e si eviterebbero (per quanto possibile) le frazioni di ora che, come detto, soprattutto per il personale docente, non salvaguarderebbero l’unicità dell’insegnamento e la possibilità di sostituzione del docente stesso.

Personale docente

In questo caso la riduzione per singola giornata lavorativa potrebbe essere differente per ciascun giorno della settimana e naturalmente per ciascun grado di scuola:

Es. il personale della scuola secondaria ha una riduzione complessiva di 9 ore settimanali: 1 ore e 48 minuti, che equivale alla riduzione per ogni giorno della settimana, moltiplicato per 5 giorni fa 9 ore di riduzione a settimana.

Si potrebbe quindi prevedere una riduzione, su 5 giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, come di seguito prospettato:
✓ lunedì= 1 ora di riduzione (invece che 1 ora e 48 minuti);
✓ martedì= 2 ore di riduzione (invece che 1 ora e 48 minuti);
✓ mercoledì= 2 ore di riduzione (invece che 1 ora e 48 minuti);
✓ giovedì= 2 ore di riduzione (invece che 1 ora e 48 minuti);
✓ venerdì= 2 ore di riduzione (invece che 1 ora e 48 minuti);
✓ sabato= giorno libero o settimana corta.

Pur con una differente distribuzione della riduzione oraria giornaliera rispetto al tenore letterale della norma, si eviterebbero le frazioni di ora mantenendo intatto il diritto al congedo con conseguente rispetto della riduzione oraria settimanale complessiva.

Rimane comunque fermo che la contrattazione di istituto può definire i limiti e le modalità di fruizione del congedo parentale ad ore e prevedere diversi criteri di fruizione, anche a seconda del grado di scuola di riferimento.

Personale A.T.A.

Es. il Collaboratore scolastico con settimana lavorativa su 5 giorni ha una riduzione complessiva di 18 ore settimanali: 3 ore e 36 minuti, che equivale alla riduzione per ogni giorno della settimana, moltiplicato per 5 giorni fa 18 ore di riduzione a settimana.

Si potrebbe quindi prevedere una riduzione, su 5 giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, come di seguito prospettato:

✓ lunedì= 2 ora di riduzione (invece che 3 ore e 36 minuti);
✓ martedì= 4 ore di riduzione (invece che 3 ore e 36 minuti);
✓ mercoledì= 4 ore di riduzione (invece che 3 ore e 36 minuti);
✓ giovedì= 4 ore di riduzione (invece che 3 ore e 36 minuti);
✓ venerdì= 4 ore di riduzione (invece che 3 ore e 36 minuti);
✓ sabato= settimana corta.

Si garantirebbero comunque le 18 ore complessive di riduzione settimanale evitando però le frazioni di ora.

Se invece fossero 6 giorni lavorativi per cui il collaboratore deve prestare l’attività lavorativa per 6 ore al giorno, il calcolo sarebbe più semplice: il collaboratore avrebbe una riduzione giornaliera di 3 ore per ciascun giorno della settimana (6×3= 18 ore).

Scarica la scheda UIL Scuola completa

N.B. Consigliamo di leggere attentamente la scheda per i suggerimenti per la contrattazione.

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