Congedo maternità, sarà possibile lavorare fino a nono mese gravidanza

di redazione
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Legge di Bilancio: commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento sul congedo di maternità che modifica la flessibilità dei mesi di riposo obbligatori dei lavoratori dipendenti. 

Congedo maternità: al lavoro fino al nono mese di gravidanza

Le mamme con lavoro da dipendente pubblico potranno rimanere al posto di lavoro fino al nono mese di gravidanza, previa autorizzazione del  medico.

in questo modo i 5 mesi di congedo di maternità (astensione obbligatoria) potrebbero essere utilizzati per intero dopo il parto.

Come funziona adesso il congedo di maternità

 E’ vietato adibire al lavoro le donne:

  1. durante i due mesi precedenti la data presunta del parto;
  2. durante i tre mesi dopo il parto (precisandosi che il computo decorre dal giorno successivo a quello del parto).

Nota bene: in caso di adozioni o affidamenti  preadottivi, sia nazionali sia internazionali, la durata del congedo è pari a 5 mesi; in caso di affidamento non preadottivo il congedo è pari ad un periodo di 3 mesi. Il congedo è in ogni caso fruibile, in modo continuo o frazionato, entro 5 mesi dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore.

Previo certificato medico il periodo 2+ 3 può diventare, già adesso, 1+ 4. Con la modifica della Legge di Bilancio – se verrà mantenuta nel testo finale, tutti e 5 i mesi verrebbero fruiti dopo la nascita del bambino.

Bonus asilo nido aumenta a 1.500 euro

Un’altra misura prevista dalla Legge di Bilancio è l’aumento del bonus asilo nido a 1.500 euro. Dal 2022 il bonus tornerebbe nuovamente a quota 1.000 euro Chi può richiederlo

Bonus bebè aumenta

Bonus bebè 960 euro, proroga per il 2019. Aumento del 20% per il secondo figlio

Aumenta da 1.000 a 1.500 euro l’anno il bonus per l’iscrizione agli asili nido pubblici o privati. La misura nata con la legge di bilancio 2017 viene estesa con l’incremento fino al 2021. Lo prevede un emendamento della Lega dedicato alla famiglia approvato dalla Commissione bilancio della Camera. A partire dal 2022 sarà invece un Dpcm a determinare l’importo, comunque non inferiore a 1.000 euro su base annua.

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