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Congedo Maternità docenti e ATA: come funziona, quale documentazione presentare alla scuola

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Maternità docenti e ATA: come funziona, quale documentazione occorre? L’art. 16, comma 1 lettera a) del D. Lgs n. 151/2001 prevede che è vietato adibire al lavoro le donne durante i due mesi precedenti la data presunta del parto, salvo quanto previsto all’articolo 20 come integrato dalla legge di bilancio del 2019 (flessibilità del congedo di maternità nelle opzioni 1+4 o 0+5).

Una gentile lettrice ci chiede:

Buongiorno, sono da poco passata di ruolo come collaboratrice scolastica e aspetto una bimba. Vorrei capire meglio come funziona il congedo e mi rivolgo a voi per sapere  cosa devo fare e quale documentazione mi serve. Devo presentare i documenti a scuola o anche all’INPS?

Sempre grazie delle vostre utili informazioni. Cordiali saluti

L’art. 21 del D. Lgs n. 151/2001 dispone che: “Prima dell’inizio del periodo di divieto di lavoro di cui all’articolo 16, lettera a), le lavoratrici devono consegnare al datore di lavoro e all’istituto erogatore dell’indennità di maternità il certificato medico indicante la data presunta del parto. La data indicata nel certificato fa stato, nonostante qualsiasi errore di previsione”.

Pertanto, la lettrice dovrà presentare in segreteria il certificato medico, con l’indicazione della data presunta del parto, prima dell’inizio del congedo di maternità.

Nel caso dei dipendenti della scuola l’indennità di maternità non viene erogata dall’INPS, per cui la madre lavoratrice dovrà consegnare il certificato esclusivamente alla scuola presso cui presta servizio in qualità di collaboratrice scolastica.

Il certificato

Il certificato può essere rilasciato dagli ufficiali sanitari o dal medico di famiglia oppure dal ginecologo dell’ASL o dal consultorio pubblico o privato autorizzato.

Il certificato deve essere rilasciato in due copie, una delle quali dev’essere presentata dalla lavoratrice in segreteria.

Il certificato deve contenere:

  • le generalità della lavoratrice;
  • l’indicazione dell’Amministrazione di servizio e la qualifica;
  • il mese di gestazione alla data della visita;
  • la data presunta del parto (indicata in giorno, mese ed anno).

Cosa succede dopo il parto

L’art. 21 del D. Lgs n. 151/2001 dispone che: “La lavoratrice è tenuta a presentare, entro trenta giorni, il certificato di nascita del figlio, ovvero la dichiarazione sostitutiva, ai sensi dell’articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.”

Pertanto, entro 30 giorni dal parto (compreso quello prematuro) la lavoratrice è tenuta a presentare il certificato di assistenza al parto o lo stato di famiglia oppure una dichiarazione sostitutiva in cui siano indicate le generalità del nascituro e quelle del genitore.

Anche in questo caso, sottolineiamo alla lettrice che non c’è alcun adempimento da ottemperare nei confronti dell’INPS.

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