Congedo di paternità, neo papà a casa per dieci giorni. La misura, però, non vale per i dipendenti pubblici

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La legge di Bilancio 2022 ha messo a regime i congedi obbligatori per i padri. Le norme attuative di armonizzazione da parte del Ministero per la pubblica amministrazione però non sono ancora state scritte e pertanto, al momento, il congedo di paternità al momento è previsto unicamente per i lavoratori del settore privato. 

Dieci giorni a casa, a regime, per i lavoratori dipendenti. che avranno un figlio o lo adotteranno dal 2022. Il congedo sarà retribuito al 100 per cento. Il congedo dovrà essere fruito entro i primi cinque mesi di vita del figlio, o entro cinque mesi dall’ingresso in famiglia del bambino adottato.

Come riporta il sito dell’Inps, questo diritto è autonomo, quindi aggiuntivo a quello della madre. Un aiuto ulteriore per le famiglie quindi, che si aggiunge a quelli previsti in manovra per i figli nel 2022.

Il padre dipendente privato deve comunicare al datore di lavoro la volontà di fruire del congedo con almeno 15 giorni di anticipo. La presentazione della richiesta all’Inps, deve invece avvenire online, tramite il servizio dedicato sul sito internet dell’istituto.

il congedo di paternità è stato istituito con la legge 92/2012 e originariamente era prevista una sola giornata di astensione obbligatoria e ulteriori due giornate di facoltativa da godere in alternativa alla madre.

Sempre la legge 92/2012 ha previsto che le norme istituite valessero da subito per il settore privato e che fossero inoltre dei “principi per la regolazione dei rapporti dei dipendenti pubblici“.

Fedeli: “Far conoscere il congedo, pochi ne hanno usufruito nel 2021”

”Dai dati provvisori sul congedo obbligatorio di paternità relativi al 2021 risulta che pur se in numero maggiore rispetto al 2020, solo poco più della metà dei neo padri, circa 155mila, con un contratto da dipendente nel settore privato, ha usufruito dei 10 giorni previsti dalla legge”. Così la senatrice del Partito Democratico, Valeria Fedeli.

“Un numero ancora troppo basso che va allargato attraverso campagne di comunicazione, informazione e sensibilizzazione per diffondere sempre di più una cultura e una pratica della condivisione delle responsabilità di cura e familiari tra donne e uomini ma anche perché tanti neo papà non siano privati, e con loro i figli neonati, della possibilità di vivere la pienezza di momenti unici e di grande ricchezza. Per essere #genitoriallapari”.

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