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Contratto Covid scaduto e congedo di maternità: cosa spetta al termine, oltre alla Naspi?

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Dopo il congedo obbligatorio di maternità può essere richiesto il congedo per allattamento per rischio biologico in caso di contratto a termine scaduto?

I diritti delle lavoratrici che diventano o stanno per diventare madri sono garantiti anche per chi ha un contratto a termine.  La lavoratrice il cui contratto a termine è scaduto da meno di 60 giorni, infatti, può fruire anche dell’indennità di maternità spettante nel periodo di congedo obbligatorio. A patto che questo ricada entro i 60 giorni successivi al termine del contratto. Rispondiamo alla domanda di un nostro lettore che ci scrive:

Mia moglie è cs covid ata! Ora è in congedo di maternità fino ai primi giorni di gennaio! Da quel momento nel caso in cui non dovesse avere nessuna convocazione, potrebbe continuare con il congedo allattamento rischio biologico pur non avendo un contratto reale! Quale opzione ci sarebbe oltre purtroppo alla naspi?!?! (Se chiamano tutti di nuovo, la felicità è nostra!) p.s. Meglio un lavoro che la naspi!
In attesa di una vs risposta.

Cosa spetta dopo il congedo di maternità?

Purtroppo per sua moglie al termine del congedo di maternità spetterebbe solo la Naspi se non dovesse avere altre convocazioni. I permessi per l’allattamento, infatti, spettano solo in costanza di rapporto di lavoro per permettere alla mamma di allattare il neonato.

Per quanto riguarda, poi, il congedo per allattamento rischio biologico è riconosciuto lo stesso solo in costanza di rapporto di lavoro. Soprattutto quello della collaboratrice scolastica, nel comparto scuola, è un lavoro a rischio a causa dei prodotti chimici utilizzati per le pulizie e dell’eventuale contagio con bambini che possono avere malattie infettive. In ogni caso, però, il rischio deve essere valutato caso per caso dal dirigente scolastico che può riconoscere o meno il diritto al congedo dopo aver valutato attentamente i rischi nel periodo di allattamento.

Ma comprende, credo, che non essendo impegnata nel lavoro con alcun contratto il rischio non lo corre certamente, e proprio per questo motivo il congedo in questione non può essere riconosciuto.

L’unica cosa che le resta, quindi, al termine del congedo obbligatorio per maternità, è fruire della Naspi maturata in attesa di una nuova convocazione.

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