Congedo biennale: ecco chi ne può fruire e per quanti mesi è possibile [il caso di più familiari che assistono il disabile]

di Paolo Pizzo

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Il congedo biennale non può superare la durata complessiva di due anni per ciascuna persona portatrice di handicap e nell’arco della vita lavorativa.

Angela scrive

È possibile che due figli in periodi diversi usufruiscono ognuno per 2 anni di congedo per assistere il genitore invalido ? Es. tizio ha fruito dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 e Caio dal 1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2019 Grazie per la risposta.

Familiari che hanno diritto al congedo

Il comma 5 dell’art. 42 del decreto legislativo n. 151/2001 stabilisce la concessione del congedo straordinario in favore di soggetti con disabilità grave ai sensi dell’art.3, c. 3, della legge 104/92, non ricoverati a tempo pieno presso una struttura specializzata, fissando un ordine di priorità dei soggetti aventi diritto al beneficio che, partendo dal coniuge, degrada fino ai parenti e affini di terzo grado.

Il congedo è concesso solo se si è conviventi col familiare disabile (requisito non richiesto per i genitori che assistono il figlio disabile) e in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla norma, secondo il seguente ordine di priorità:

  1. il “coniuge convivente” / la “parte dell’unione civile convivente” della persona disabile in situazione di gravità.
  2. il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del “coniuge convivente”/della “parte dell’unione civile convivente”;
  3. uno dei “figli conviventi” della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il “coniuge convivente”/ la “parte dell’unione civile convivente” ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  4. uno dei “fratelli o sorelle conviventi” della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il “coniuge convivente”/la “parte dell’unione civile convivente”, “entrambi i genitori” ed i “figli conviventi” del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  5. un “parente o affine entro il terzo grado convivente” della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il “coniuge convivente”/la “parte dell’unione civile convivente”, “entrambi i genitori”, i “figli conviventi” e i “fratelli o sorelle conviventi” siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Durata del congedo

Il congedo non può superare la durata complessiva di due anni per ciascuna persona portatrice di handicap e nell’arco della vita lavorativa.

Conclusioni

Ciascuna persona in situazione di handicap grave ha diritto a due anni di assistenza a titolo di congedo straordinario da parte dei famigliari individuati dalla legge. Il famigliare lavoratore che provvede all’assistenza può fruire di un periodo massimo di due anni di congedo per assistere i famigliari disabili.

Sostanzialmente mentre ciascuna persona in situazione di handicap grave ha diritto a due anni di assistenza a titolo di congedo straordinario da parte dei famigliari individuati dalla legge, dall’altro, il famigliare lavoratore che provvede all’assistenza può fruire di un periodo massimo di due anni di congedo per assistere i famigliari disabili.

Per esempio, si potrà i fruire del congedo, come referente unico e nei limiti stabiliti dalla legge,  prima per l’uno e poi per l’altro genitore, sempreché il contatore non superi complessivamente i 24 mesi per il lavoratore.

Così come, ed è il caso della collega, il familiare possa essere assistito da due persone legittimate alla fruizione, purché, come detto, ciò non avvenga contemporaneamente e non si superino complessivamente  i 24 mesi questa volta per il disabile.

Sono infatti del parere che in questi casi il “referente unico”, sia nei permessi 104/92 così come nel congedo, è colui che assiste il disabile per un periodo determinato ovvero per tutti i mesi di assistenza previsti e naturalmente richiesti.

Ciò però non toglie che terminato il periodo richiesto un altro familiare (ovviamente legittimato) possa farne richiesta sempre nei limiti previsti.

Per ciò che riguarda il congedo sia però chiaro  che non è mai possibile che un figlio possa fruire di 2 anni  e poi l’altro figlio fruisca sempre di 2 anni per lo stesso genitore, perché in questo caso trattasi di assistere appunto lo stesso familiare il quale ha diritto, come disabile, ad avere massimo 24 mesi complessivi di assistenza.

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