Confsal Anaps: la DAD non è una punizione

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Confsal Anaps – Quando il 23 febbraio del 2020 il Paese si è fermato per l’emergenza sanitaria, le scuole, docenti, alunni, famiglie, si sono fermati sgomenti per l’angoscia della situazione da un lato e dall’altro la preoccupazione del da farsi.

Non si potevano lasciare migliaia di alunni in balia di se stessi per non si sa quanto tempo. Si sono formati i primi timidi gruppi su WhatsApp. Esercizi, pagine da leggere, per non far sentire abbandonati i propri alunni. Poi, nelle scuole si sono attivati i responsabili informatici, l’utilizzo delle piattaforme, le più svariate. Difficoltà di connessione, carenza di supporti informatici. Confusione, anarchia, scarse le indicazioni da parte dell’Amministrazione che ha lasciato ai Dirigenti la responsabilità dell’organizzazione in tutto e per tutto. Uno scarica barile poco professionale.

Molti speravano in un inizio d’anno “normale”, ma così non è stato. Altro anno all’insegna dell’incertezza e della buona volontà.

Ora ad agosto, con un ritardo che ha dell’inverosimile, si cerca di porre rimedio agli errori commessi, soprattutto a tutto ciò che si sarebbe potuto fare e non si è fatto, e torna come una scure l’ombra della DAD.

Ci chiediamo se chi scrive abbia la benché minima cognizione di che cosa sia la DAD.

Domanda retorica, la risposta la conosciamo, no, non sanno quello che dicono e quello che scrivono.

Nulla di quello che è stato fatto in questi due anni è DAD, ribadiamo, è stata didattica di emergenza, non DAD.

Tanto pressapochismo, nessuna formazione adeguata.

Il Ministro Bianchi, in alcune sue affermazioni illuminate di poco più di un mese fa ha affermato che “nella scuola del futuro la didattica a distanza sarà presente, ma non come quella che abbiamo visto l’anno scorso” (intervista a Sky Tg 24, 2 maggio u.s.).

“Il passaggio dalla DAD alla didattica digitale integrata, c’è già stato ….”.

Proprio per evitare che si possa allungare il gap di apprendimento, secondo il Ministro Bianchi è necessario trasmettere “il senso critico nell’uso degli strumenti, anche degli strumenti che usiamo oggi. E gli strumenti vanno usati, perché ci permettono di allargare la nostra visione”.

Parole che hanno fatto sperare in un piano di formazione adeguato per i docenti, per far sì che la DAD diventasse un valido strumento in mano a docenti e alunni. Per dare nuove opportunità didattiche, per ampliare gli orizzonti educativi e formativi delle nuove generazioni. Per dare alla scuola la possibilità di una nuova visione didattica.

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