Confindustria, alternanza lavoro è sfida difficile da vincere

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“Quella della obbligatorietà dell’alternanza scuola lavoro è una sfida difficile che il Paese deve vincere”. E’ uno dei messaggi lanciati da Confindustria, con il vicepresidente Giovanni Brugnoli, all’incontro in Assolombarda con il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli.

“Ci interessa – avverte Brugnoli – consentire agli studenti di svolgere percorsi di qualità e di esercitare il diritto di ‘imparare lavorando’ . Non ci interessano esperienze senza valore aggiunto. Vogliamo contagiare le imprese più piccole partendo dalle esperienze più virtuose”.

Confindustria sa che “non è facile”, e sottolinea che “sarebbe necessario riconoscere alle imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni che incontrano gli ostacoli maggiori, strumenti in grado di facilitarle”, come “introdurre un sistema di incentivi (fiscali e normativi) per ridurre gli oneri delle imprese coinvolte nei percorsi di alternanza e mettere a loro disposizione una vera e propria ‘dote alternanza’ da spendere per l’acquisto di servizi che agevolino il matching scuola-impresa-studente (progettazione formativa, valutazione delle competenze e tutorship)”.

Al ministro, Brugnoli ha anticipato che Confindustria presenterà “il prossimo 26 giugno a Milano una sorta di ‘Bollino Blu’ per l’alternanza di Qualità che costituirà un riconoscimento dell’impegno formativo delle imprese e del valore sociale del loro brand sul territorio”, “Ci piacerebbe che il Ministero facesse altrettanto – aggiunge – riconoscendo una sorta di bollino di qualità a quelle imprese che proprio le scuole del territorio avessero individuato come imprese particolarmente collaborative nella definizione dei
percorsi di alternanza”.

Sul fronte degli Istituti Tecnici Superiori, dice ancora Brugnoli, “Confindustria ha in animo di attuare un piano di potenziamento che faccia perno sulle imprese e che porti in 3 anni gli studenti da 8mila a 24mila accrescendo in modo significativo le risorse. siamo disponibili – aggiunge – a essere coinvolti nella Cabina di Regia per gli Its e le lauree professionalizzanti”, recentemente istituita presso il ministero. “Le lauree professionalizzanti – avverte Confindustria – rappresentano una sfida importante per il futuro. C’è il rischio che l’Università italiana voglia competere in basso, piuttosto che sull’eccellenza”, e che “queste lauree professionalizzanti finiscano per distrarre risorse e attenzione dagli Its con un’offerta universitaria che riguardi gli stessi profili in uscita e gli stessi territori.

Occorre chiarezza nella progettazione per evitare malintesi, duplicazioni inutili e sprechi di risorse pubbliche. Una soluzione che ha già incontrato ampi consensi è quella di prevedere un biennio negli Its che possa proseguire con un anno fortemente orientato alla professionalizzazione che dà accesso al titolo di laurea di prima livello”.

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