Confermato dalla Cassazione il licenziamento di un’educatrice di asilo nido per maltrattamenti

di redazione
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Confermato dalla Cassazione il licenziamento per giusta causa nei confronti di una maestra di un asilo nido della capitale, di 67 anni.

I fatti risalgono al 2003-2004 e la vicenda emerse in seguito alle denunce dei genitori di tre bambini. La donna aveva l’abitudine di ballare sui tavoli apparecchiati della mensa dei bambini, obbligandoli a stare seduti e a guardare le sue esibizioni che avvenivano con tanto di base musicale; era inoltre solita mangiare dal piatto dei piccoli che poi non toccavano più cibo; usava toni minacciosi e tirava giù le serrande e chiudeva le luci per far stare zitti i bambini; gli dipingeva le labbra con i pennarelli, facendoli piangere.

Più volte – ricorda ancora il verdetto della Suprema Corte – aveva chiamato i genitori dicendo di venirsi a prendere i figli perchè, a suo dire, il numero delle educatrici non era proporzionato a quello dei bambini. Gli era stato anche contestato, sottolinea la sentenza, di aver tentato di chiudere nella porta la mano di una bimba, di aver appoggiato la scarpa sulla testa di un bambino per costringerlo a rimanere seduto e aveva anche lanciato da un cucchiaio del cibo sul viso di una bambina.

E’ ancora in corso il processo penale per maltrattamenti nell’ambito del quale, in primo grado, è stata condannata a due mesi di reclusione.

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