Conferma contratti supplenti per il prossimo anno scolastico e percorso abilitante: sono queste le vere priorità adesso. Lettera

Stampa
ex

inviata da Dott. Carlo Medina –  Egr. Ministro in merito alla questione “aggiornamento graduatorie” sono circolate comunicazioni alquanto discordanti che non tengono conto della realtà dei fatti e dello scenario che si presenterà nei prossimi mesi.

A settembre potremmo ritrovarci con le stesse problematiche di oggi: limitazione degli spostamenti e necessità di didattica a distanza.
Pertanto, se il vero obiettivo è programmare in modo efficiente l’inizio del prossimo anno scolastico, la soluzione attuabile (in linea con le dotazioni organiche per il prossimo anno scolastico, di cui alla nota MIUR del 10 aprile) è la conferma dei contratti in essere, con percorso abilitante per chi ha almeno due anni di esperienza nelle scuole statali.
Le scuole (soprattutto del nord) con l’attuale sistema di reclutamento non riusciranno ad avere un organico completo a settembre.
a situazione non cambierebbe con l’adozione di graduatorie provinciali.
Inoltre, confermando i contratti in essere, non verrebbe dispersa l’esperienza acquisita sulla didattica a distanza dall’attuale personale docente (visto il disorientamento in merito anche da parte di DS e docenti di ruolo), garantendo la continuità, mai così importante per gli alunni come in questo momento.
In tal modo (utilizzando la DaD) si potrebbe, inoltre, ovviare al problema degli spostamenti, considerato che molti precari delle scuole del nord (in particolare nelle regioni attualmente più a rischio: Lombardia, Piemonte e Veneto) partono dal sud.
Le scuole potrebbero non essere pronte ad organizzare classi che garantiscono la distanza richiesta tra alunni e tra questi e il docente.
Anche se molti precari attendono di aggiornare il proprio punteggio e avvicinarsi a casa, in questo momento l’attenzione va posta sul nuovo anno scolastico, sulla continuità e sulla possibilità di riaprire le scuole con gli organici già definiti.
Il prolungamento dei contratti in essere andrebbe anche ad alleggerire l’INPS dalle domande di disoccupazione previste al 30 giugno, evitando il rischio di ritardi tali da lasciare molti precari senza reddito per diversi mesi.
Mi auguro che ci sia un’attenta riflessione sul problema, scevra da interessi politici e sindacali.

Stampa

Acquisisci 6 punti con il corso Clil + B2 d’inglese. Contatta Eurosofia per una consulenza personalizzata