Ritorno in classe, Draghi: “Troppi giorni di scuola persi. Dad crea diseguaglianze. Difendere la scuola come presidio di democrazia” [VIDEO]

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Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, con i ministri della Salute, Roberto Speranza e dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha spiegato le scelte del governo sulle misure anti-pandemia introdotte dal nuovo decreto.

Un’occasione per chiarire le decisioni dell’esecutivo, dall’introduzione dell’obbligo vaccinale per alcune categorie ai provvedimenti sulla scuola, fino alle possibili prossime mosse.

Sulla scuola, nel giorno in cui milioni di studenti sono tornati tra i banchi, il premier è convinto che riaprire in presenza sia stata la scelta giusta, nonostante le tensioni e le scelte diverse di alcuni governatori e sindaci

Mario Draghi

“Anno da affrontare con realismo, prudenza, fiducia e unità. Il governo sta affrontando la sfida della pandemia e della diffusione delle varianti con un approccio un po’ diverso rispetto al passato, vogliamo essere molto cauti ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici e sociali sui ragazzi e le ragazze, che hanno risentito più di altri delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione.

“La scuola è fondamentale per la nostra democrazia, va tutelata e protetta, non abbandonata. Ringrazio presidi e insegnanti per i loro sforzi. Il governo sta affrontando la sfida della pandemia e della diffusione delle varianti con un approccio un po’ diverso rispetto al passato, vogliamo essere molto cauti ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici e sociali sui ragazzi e le ragazze, che hanno risentito più di altri delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione”, ha detto.

“Le nostre scuole hanno riaperto, proprio come quelle dei grandi paesi europei… Le politiche di questo governo sono coerenti con questa strategia”, rivendica. “Tutte le decisioni sono state prese sul dialogo con Regioni e comuni, continuo e costruttivo. Alcune decisioni riflettono la discussione con le Regioni“, ha detto.

“Non andare a scuola e poi in pizzeria e a fare sport? Non ha senso chiudere la scuola prima di tutto il resto, non ci sono i motivi per farlo, la situazione è molto diversa grazie ai vaccini”, dice.

E ancora: “Basta vedere gli effetti della diseguaglianza tra studenti creata dalla Dad lo scorso anno per convincersi che questo sistema scolastico provoca diseguaglianze destinate a restare. Probabilmente ci sarà un aumento della Dad nelle prossime settimane. Ci andranno, ma da respingere è il ricorso generalizzato alla Dad. In Italia in media, a causa del Covid, ci sono stati 65 giorni di scuola regolare persa rispetto a una media dei Paesi più ricchi del mondo, dove la didattica non in presenza è stata di 27 giorni, quindi il triplo”.

Infine: “Ora si dice, Draghi non decide più. Ma stiamo dimostrando, con questi ministri, che avere le scuole aperte è una priorità. Questo non è il modo con cui questo problema era affrontato in passato. Questa conferenza stampa avviene come risposta alle critiche che il governo e io in particolare abbiamo ricevuto per non aver fatto la conferenza stampa il giorno in cui il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto. Secondo me c’è stata anche da parte mia e di altri una sottovalutazione delle attese che tutti avevano per quella conferenza stampa, per cui mi scuso e vi prego di considerare questo come un atto riparatorio”.

Roberto Speranza

“Con l’ultimo decreto c’è un passo avanti del nostro Paese, la ragione è anche che abbiamo raggiunto una percentuale assolutamente rilevante, alle 6 di questa mattina l’89,41% degli over 12 anni ha avuto la prima dose, restano non vaccinati poco più del 10% delle persone over 12. Queste occupano i due terzi delle terapie intensive e il 50% dei posti in area medica. L’obiettivo del Governo è ridurre l’area dei non vaccinati per ridurre la pressione sugli ospedali”.

Patrizio Bianchi

“Ad oggi i docenti assenti perché positivi o in quarantena sono rispettivamente il 3,6% e il 2,4%, quindi nel complesso un 6%. ‘Gli studenti assenti perché positivi sono il 2,2% e perché in quarantena il 2,3%, quindi il 4,5% in totale. Stiamo controllando la situazione. La dad è uno strumento utile se misurato in tempi specifici e integrato nei piani educativi della scuola. I comuni che hanno fatto ordinanza di chiusura delle scuole sono il 3,07% del totale dei Comuni”. 

E ancora: “La situazione non è dilagata, le scuole hanno riaperto, come hanno riaperto ad aprile e a settembre. Se le cose funzionano è perché ci siamo affidati alle scelte che abbiamo fatto e che oggi stanno pagando. Laddove vi sia ulteriore riscorso alla didattica a distanza sarà all’interno delle regole che abbiamo dato. Noi abbiamo molto a cuore i nostri ragazzi, siamo molto responsabili”.

Infine: “Non ci stiamo affidando al caso ma le scelte prese stanno pagando. Stiamo agendo in maniera responsabile regolando anche la DaD che è uno strumento utile e deve essere integrato nei piani educativi della scuola. Abbiamo dato 92 milioni e 104mila euro al commissario Figliuolo per poter effettuare a titolo gratuito i tamponi alla scuola secondaria, questo libera spazio anche per i bambini più piccoli in modo che tutte le attenzioni possano essere mirate su di loro”. 

Franco Locatelli

“Nel Cts non c’è stata nessuna voce dissonante rispetto alle misure che sono state adottate dal Governo. Vi è stata una riunione il 7 e di fatto si è analizzata la situazione epidemiologica del Paese senza che si levasse una sola voce dissonante rispetto alle misure. Anche sulla scuola ho letto di voci critiche nel Cts sulla riapertura lamentando la mancata discussione, ma la tematica è stata affrontata in 7 riunioni diverse e ogni volta la posizione è stata unanime”.

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