Confedir. Vogliono diminuire la retribuzione dei dirigenti scolastici di 2.000 euro; serve di più dello stato di agitazione e mobilitazione

di Giulia Boffa
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Comunicato Dirigenti Scuola Confedir – Dopo ripetute quanto vane richieste di informativa finalmente mercoledì 18 dicembre il MIUR ha ricevuto i sindacati dell’area V per ribadire loro che i CIR regionali per l’anno scolastico 2012-2013, già firmati, sono stati bloccati dal MEF e che il Fondo Nazionale ha subito una decurtazione di 15.803.305,16 euro, pari a una diminuzione di oltre l’11% corrispondente a € 2.000 euro annui medi pro-capite di riduzione delle retribuzioni.

Comunicato Dirigenti Scuola Confedir – Dopo ripetute quanto vane richieste di informativa finalmente mercoledì 18 dicembre il MIUR ha ricevuto i sindacati dell’area V per ribadire loro che i CIR regionali per l’anno scolastico 2012-2013, già firmati, sono stati bloccati dal MEF e che il Fondo Nazionale ha subito una decurtazione di 15.803.305,16 euro, pari a una diminuzione di oltre l’11% corrispondente a € 2.000 euro annui medi pro-capite di riduzione delle retribuzioni.

Al blocco della contrattazione a tutti i livelli si aggiunge la beffa di un arretramento dei livelli retributivi sulla retribuzione di  posizione e di risultato, con la vanificazione addirittura dei contratti regionali già firmati che a questo punto sono carta straccia.
Va detto che questa è solo l’ultima beffa, perché la cervellotica decisione di suddividere il FUN in base ai posti in organico anziché in base al numero dei dirigenti in servizio ha portato negli anni scorsi a forti sperequazioni tra le regioni, penalizzando in particolar modo la Campania, dove i dirigenti scolastici hanno  già subito una decurtazione dello stipendio di 200 euro in media, a partire dall’a.s. 2010/2011. Speriamo che non gliene vogliano togliere altri 200!

Aumentano i carichi di lavoro e le responsabilità connesse con la funzione dirigenziale e per converso si puniscono i dirigenti scolastici presi a pesci in faccia.
Questo a fronte di notizie che ci giungono da tutta Italia della incredibile resistenza della casta politica ad adeguarsi alle norme di legge e della permanenza di privilegi quali quello del segretario generale del Parlamento siciliano che percepisce 650.000 euro l’anno.
Se una cosa del genere fosse capitato ad altre categorie forti o ad altre dirigenze protette, apriti cielo, ci sarebbe stata l’immediata rivolta professionale per come è già avvenuto con i magistrati che hanno subito cassato il contributo di solidarietà con intervento repentino della Corte Costituzionale.
Perché la categoria dei dirigenti scolastici subisce senza batter ciglio tutte le vessazioni e le ingiustizie perequative nei confronti delle altre dirigenze forti?

Sicuramente perché è frantumata e frazionata nella rappresentanza; basti pensare che solo due sindacati dei dirigenti hanno fatto un resoconto della riunione del 18 mentre gli altri sindacati tacciono e adottano la strategia dell’incamerare le tessere senza dare conto e ragione.
Il MIUR si è giustificato scaricando la responsabilità sul MEF e sulla politica; ritiene di aver fatto il proprio dovere passando la palla all’U.C.B. presso il Miur (Ufficio Centrale per il Bilancio il quale risponde al MIUR rigettando i contratti integrativi proposti dagli USR per l’a.s. 2012/2013.

Quindi è inutile insistere con il MIUR e scrivere al Ministro Carrozza bisogna individuare strumenti di protesta più incisivi e pervasivi.
Non basta dichiarare l’agitazione e mobilitare una categoria che ormai è mobilitata permanentemente da 13 anni per ottenere i riconoscimenti economici dell’acquisita dirigenza ed è stata costretta ormai a ricorrere alla magistratura del lavoro per conseguire l’equiparazione interna ed esterna rispetto a tutte le atre categorie dirigenziali del Pubblico Impiego.

E che ne sarà dei contratti regionali del 2013-14? Buio fitto peggio che andar di notte.
Ci vogliono prendere per stanchezza e rassegnazione?
Ancora una volta ribadiamo che occorre un forte sussulto professionale aderendo in massa ai ricorsi giudiziari già in atto; è al momento l’unica strada percorribile.

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