Concorso sul sostegno: bocciato!

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Alla luce dei dati sulle domande avanzate per i posti di sostegno, emerge un quadro a dir poco allarmante, illogico e assolutamente inutile per garantire la tanto agognata continuità didattica.

Alla luce dei dati sulle domande avanzate per i posti di sostegno, emerge un quadro a dir poco allarmante, illogico e assolutamente inutile per garantire la tanto agognata continuità didattica.

Sono stati banditi sul sostegno un numero complessivo di 6.101 posti a fronte di circa 9.000 domande sui 4 gradi di scuola. La ripartizione dei 6.101 posti annunciati, ha seguito un criterio geografico di previsione della mobilità determinando un enorme divario tra i numerosi posti banditi al Nord rispetto al Centro-Sud.

Tale ripartizione non ha tratto in inganno gli insegnanti specializzati ed in pochi hanno scelto di fare domanda fuori Regione, non avallando l’ennesima scelta scriteriata del MIUR che comporterà, se non vorrà porre riparo, l’ennesimo spreco di risorse specializzate in seguito ad un doppio titolo acquisito sulla base della previsione dei pensionamenti su organico di diritto (TFA ORDINARIO + SPECIALIZZAZIONE).

Proprio quell’organico di diritto che l’Amministrazione ha finito per bandire per la maggior parte al Nord, rendendo di fatto privo di valore o quasi il titolo di specializzazione per i docenti del Centro-Sud che hanno investito le proprie risorse anche consci dell’enorme fabbisogno di specializzati in tutta Italia.

Un esempio lampante è quello della Lombardia dove, dopo una prima analisi, avanzeranno circa 600 posti per carenza di candidati a fronte delle regioni più popolose del Sud dove il limite del 10% degli idonei, determinerà un taglio delle graduatorie e quindi uno spreco di risorse di cui non si avverte il minimo bisogno. Lampanti a questo riguardo i seguenti casi: Campania con 362 posti banditi a fronte di 1456 domande inoltrate; Lazio 796 posti banditi a fronte di 1160 domande inoltrate; Puglia 234 posti banditi, 960 domande inoltrate, e così via per tutto il Centro-Sud.

Tale condizione diviene ancor più illogica se si pensa che il Miur ogni anno stipula oltre 40000 contratti di sostegno a tempo determinato, la maggior parte a non specializzati. Gli attuali specializzati, invece, sono il 20% circa dell’organico che servirebbe a dare continuità e qualità alla scuola dell’inclusione. Alla luce di tutto ciò, a cosa serve il concorso sul sostegno, se sarebbe bastato consentire una procedura “soft” da potersi estendere a tutte le altre condizioni similari? Si sarebbe potuto, ad esempio, bandire un concorso per soli titoli, fondato giuridicamente nella Pubblica Amministrazione in casi particolari, ad esempio dove i posti reali sono maggiori degli aspiranti e dove il titolo richiesto è condizione imprescindibile per l’accesso.

Tali considerazioni sono state a più riprese analizzate con l’amministrazione e con vari esponenti della maggioranza, ma il diktat è stato il medesimo: concorso. Nessuna modalità particolare è stata presa in esame dall’Amministrazione, di fatto rafforzando una scelta lineare per una situazione che di lineare ha ben poco e che vive nell’emergenza da anni. L’organico di diritto appena bandito segue una previsione dei pensionamenti che si basa su vecchi parametri, ovvero su un rapporto di 1:4, mentre sappiamo che da diversi anni il rapporto tra insegnanti ed alunni con disabilità è sceso a 1:2. Nonostante ciò, nessuna distinzione è stata fatta perché, come tutti gli abilitati di seconda fascia, lo sono anche gli attuali specializzati.

L’illogicità, l’antieconomicità e l’ingiustizia di tale scelta è sotto gli occhi di tutti, presto saremo nuovamente esaminati e presto ci saranno nuovamente insegnanti precari specializzati sul sostegno che, non passando la selezione, compiranno l’ormai noto “balletto di scuole” per i prossimi tre anni, a fronte di posti vacanti sui quali si fonda il titolo di specializzazione conseguito. Solo una politica miope, quale è quella che sé stata messa in campo può avallare tutto ciò.

Soluzioni per porre riparo a tale iniquità ce ne sono, basterebbe solo volerle e andrebbero applicate sia nell’immediato, sia nella fase transitoria. Nell’immediato occorre ridistribuire tutti gli idonei non vincitori, su base volontaria, su tutto il territorio nazionale, anche oltre il limite del 10% e tali proposte sono già state avanzate all’amministrazione. Ragione vuole che siano recepite prontamente.

Per la fase transitoria, l’unica soluzione per garantire l’accesso a tutti gli specializzati, è la provincializzazione delle graduatorie di Istituto e l’istituzione di uno scorrimento per titoli delle medesime, dando valore concorsuale alla doppia prova di accesso.

Mentre l’Amministrazione latita, gli alunni con disabilità pagano a loro spese la mancanza di continuità didattica.

COORDINAMENTO SPECIALIZZATI SOSTEGNO II GI

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