Concorso straordinario, “Vogliamo essere selezionati, ma non offesi e derisi”. Lettera

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Inviato da Arianna Menconi – Cara Ministra Azzolina, non ho intenzione di celebrare nessuna categoria di lavoratori, né fare discorsi politici. Non avrebbe senso in un momento come questo.

Ho 33 anni e lavoro nella scuola statale da soli sei anni. Sei anni nei quali non ci è stata data la possibilità di abilitarci. E questo è un dato di fatto. Siamo i precari, quelli che lavorano da settembre a giugno, che ogni anno cambiano luogo, colleghi e datore di lavoro, quelli che non possono richiedere il bonus di 500 euro per l’acquisto di strumenti tecnologici per la didattica.

Il primo giorno di lavoro ci sentiamo dire: “devi avere un tablet per firmare il registro elettronico!” La scuola non li ha o se li ha, sono rotti. Quando sento dire “voi fate tre mesi di vacanza!”, sorrido. E passi anche questa! È vero. Ne facciamo due di vacanza (se non ti capita la maturità), ma li facciamo da disoccupati. E va bene lo stesso. Si, perché stiamo facendo il lavoro più bello del mondo, quello che Freud considerava tra i “mestieri impossibili”, perché per quanto ci si sforzi, il risultato non è mai certo.

In questo periodo così difficile umanamente ed economicamente, siamo tra le categorie privilegiate, perché fino a giugno saremo pagati regolarmente. Ci chiedono di mettere in piedi nel giro di pochi giorni la DAD (didattica a distanza). La dobbiamo fare bene, ci dicono i dirigenti. I ragazzi hanno bisogno di noi: “dobbiamo essere educatori, insegnanti, “psicologi”, motivatori, restando empatici, ma sempre professionali!”.

La invito ora, caro Ministro, a mettersi nei nostri panni. Da precario, inizi a riorganizzarti le lezioni e, mentre stai ancora imparando a usare le svariate piattaforme (immancabilmente lente), ti ritrovi a passare ore e ore davanti al tuo decennale computer, il tuo compagno di “avventure” universitarie e sperando che questo non ti abbandoni proprio ora, strutturi lezioni in power point, documenti in word, video lezioni registrate, trovando anche molta soddisfazione e un riscontro positivo con i ragazzi. Riesci a coinvolgere anche alunni con bes e dsa che in classe mostravano disinteresse totale, ma che improvvisamente sembrano stimolati da questa nuova didattica, dai video, dalla possibilità di inviarti i compiti via mail. Hai dei nuovi alunni da oggi, inclusi totalmente nella classe e nelle attività quotidiane: questa la gratificazione più grande.

Sullo sfondo tenebroso di questo panorama didattico attuale c’è il concorso straordinario. Quello che dovrebbe finalmente mettere “i più fortunati” in ruolo. Se ne parla da due anni, ma al momento sembra che tutto sia in ritardo. Tu intanto inizi a studiare. Il decreto è stato approvato in accordo con i sindacati a dicembre, ma improvvisamente a fine mese avviene un nuovo cambio di ministro: Fioramonti lascia. E una mattina scopri che i programmi da studiare sono cambiati, che esiste un quiz di 80 domande, da svolgere in 80 minuti. Allora pensi che in quegli 80 minuti non potrai nemmeno soffiarti il naso! Sarai tu di fronte a un computer e quel test potrebbe cambiarti veramente la vita. Sei amareggiata, ma hai voglia di provarci e ti metti a studiare, mentre inizia la battaglia dei sindacati: si scagliano contro le modalità di selezione, chiedono più agevolazioni, maggiori diritti per i precari della scuola.

Intanto compri altri libri, perché quelli che avevi comprato dicono che non bastano più. Paghi corsi di preparazione online, perché sembrano vincenti, perché c’è sempre qualcosa che non è chiaro negli argomenti da studiare. Bisogna sapere un po’ di tutto, dicono…

Poi, una settimana fa, lei Ministro rende nota la bozza del bando e scopriamo che gli argomenti sembrano cambiati ancora: hanno aggiunto la normativa e non si tratta più di un quiz, ma di domande forse aperte, non è chiaro ancora. Lei Ministro dichiara che ad agosto si svolgeranno le selezioni. Ad Agosto? Non riaprite le scuole e ancora non sapete quando e come iniziare il prossimo anno scolastico e pensate di organizzare un concorso ad agosto? Concorso al quale parteciperanno migliaia di persone?

Alla tv ascolti l’intervento dell’onorevole Granato, che in parlamento definisce i precari dei “mestieranti”. La scuola non è un centro per l’impiego, lo sappiamo bene. Ma il vostro sembra uno slogan di candidatura per una grande multinazionale: li vogliamo giovani, motivati, preparati!

In Italia oggi 1 docente su 5 è precario. Su 844 mila docenti, i supplenti sono 170.000 di cui 63.000 sul sostegno. Allora accetto anche che ci diciate “mestieranti”, ma ricordiamoci che il sistema delle graduatorie di istituto lo avete creato voi. Voi ci avete consentito di inserirci nelle graduatorie, ci avete accettati per tutti questi anni a insegnare nelle scuole. Se il sistema funziona male, non è colpa nostra. E nonostante diciate che siamo tanti, troppi da assumere, continuate ad aprire le graduatorie ai neolaureati, perché alla fine ne avete bisogno! Le sole graduatorie non bastano infatti a coprire le cattedre vacanti. Va bene che ci sia una selezione nel concorso. Vogliamo essere selezionati, ma non offesi e derisi con frasi irrispettose, come in più occasioni è stato fatto. Selezionateci con un concorso serio. E mettendoci alla prova sul campo! Ci saranno vincitori e perdenti ovviamente, ma almeno ci sarà stata una selezione decente, in base alle capacità reali e non basate solo su nozioni talvolta lontane dalla realtà quotidiana in classe.

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