Concorso straordinario, UIL chiede al TAR di sospenderlo. Memoria integrativa: blocco docenti di Arzano (Na)

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comunicato segretario nazionale UIL Scuola Giuseppe D’Aprile – Con specifico ricorso depositato presso il Tar Lazio di Roma la Uil Scuola ha chiesto al Tribunale di sospendere con provvedimento cautelare monocratico il calendario delle prove di esame del concorso straordinario indetto con decreto 510/2020.

Nelle motivazioni è stata evidenziata la:  

Nullità ed illegittimità del calendario delle prove pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 29.09.2020. Violazione e falsa applicazione di legge: Art. 32 della Costituzione.  Eccesso di potere, irragionevolezza, inadeguatezza.

E’ stato evidenziato come il ricorso sia assistito da fumus boni juris e dal periculum in mora,

Evidenziando come sia  notevole Il disagio per i candidati i quali, nonostante il contesto sanitario patito in tutta Italia, sarebbero costretti a spostarsi da una Regione all’altra al fine di presentarsi per lo svolgimento della prova scritta che, si ricorda, è prevista in una Regione diversa da quella oggetto di aggregazione.

Ne deriva che, nel caso di specie, la Regione Lazio ospiterà i candidati per varie classi di concorso delle Regioni Abruzzo, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria, dove tra l’altro si stanno al momento discutendo ulteriori chiusure e limitazioni, in considerazione sia del recente decreto firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che dal quotidiano e preoccupante aumento del numero di contagi da Covid-19.

Lo svolgimento di una siffatta procedura rischia di creare una vera e propria “esplosione” di contagi che, anziché consentire la tranquilla prosecuzione dell’anno scolastico, comporterebbe l’annullamento di tutte quelle misure di contenimento che finora sono state messe in pratica, se pur con estrema difficoltà.

Dinanzi al silenzio dell’Amministrazione, che continua ad ignorare le numerose istanze di tutti i candidati che si troverebbero dinanzi alla scelta tra mettere a serio rischio la propria salute da un lato e tentare di superare il precariato partecipando alla procedura dall’altro, la scrivente difesa si appella all’Ill.mo Tribunale adito, certa che la priorità da garantire sia quella del diritto alla salute dei cittadini.

Per quanto sin qui esposto, il fumus boni iuris appare articolato e motivato. Le violazioni sopra lamentate appaiono, difatti, talmente gravi e diffuse da determinare un’inammissibile lesione del diritto costituzionalmente garantito dall’art. 32 Cost..

In ordine al periculum in mora si desidera richiamare brevemente gli elementi accennati in fatto e la circostanza che, ai fini della effettività delle tutela cautelare richiesta, il Ministero dell’Istruzione sta avviando una procedura straordinaria noncurante della situazione di emergenza epidemiologica ormai internazionale, consentendo a più di 60.000 persone di spostarsi tra le varie Regioni al fine di sostenere la prova scritta.

Risulta del tutto lesiva dei principi costituzionalmente garantiti la scelta del Ministero di non intervenire nel senso di disporre un rinvio delle prove, soprattutto in quanto l’immissione in ruolo dei docenti avverrà da settembre 2021, motivo per cui non si vede come debba essere messa a rischio la salute di tutti i candidati, costretti a dover scegliere tra la propria salute e il desiderio di una stabilizzazione lavorativa.

La scelta realizzata dal Ministero dell’Istruzione si pone in aperto contrasto con la normativa sanitaria vigente e  deve essere rilevata dall’.Ill.mo TAR adito, il quale deve verificare il buon andamento della Amministrazione ed intervenire in presenza di evidenti violazioni di legge.

La scrivente difesa confida pertanto nel ruolo della Magistratura la quale, pur con tutte le difficoltà connesse alla opportunità e alla scelta di disporre il rinvio delle prove della procedura de qua, deve operare con il buon senso che la contraddistingue e colmare le violazioni perpetrate dall’Amministrazione, anche di carattere costituzionale per la tutela della salute pubblica.

Non sfugge a questa difesa, sempre attenta all’orientamento giurisprudenziale fornito dall’Ecc.mo Collegio, come venga disincentivato l’utilizzo di decreti monocratici, ma la circostanza straordinaria, urgente ed indifferibile impone allo scrivente difensore, nell’interesse della ricorrente e di tutti i docenti iscritti all’organizzazione sindacale, di sottoporre all’Ill.mo Presidente una questione che presenta evidenti esigenze di urgenza ed indifferibilità.

Comprendiamo come nella normalità delle ipotesi l’azione amministrativa si muove con decisioni autonome che spesso non possono essere oggetto di un sindacato di legittimità da parte della Magistratura.

Ma allo stesso tempo non possiamo sottrarci dall’evidenziare come la scelta amministrativa, nell’attuale situazione di straordinarietà, sia caratterizzata da un evidente eccesso di potere e irragionevolezza, tanto da dover ricorrere all’Autorità giudiziaria affinché possa ripristinare quel senso di legalità, di rispetto e tutela della sanità pubblica.

In tale ottica e certi di trovare un sensibile interlocutore che possa ascoltare e cogliere l’importanza della presente richiesta, nel contemperamento di tutti gli interessi in gioco, possa l’Ill.mo Presidente accogliere la presente istanza per la sospensione urgente inaudita altera parte della procedura concorsuale, richiesta da più parti ma rimasta totalmente inascoltata dalla pervicace e ferma presa di posizione del Ministero dell’Istruzione di voler raggiungere un proprio personale obiettivo di politica scolastica piuttosto che l’interesse di tutta la collettività.

Non da ultimo, va evidenziato che in un clima del tutto surreale dinanzi ad una pandemia che sta prendendo il sopravvento, il Ministero dell’Istruzione ad oggi non ha reso note le Commissioni di esame a seguito delle continue rinunce da parte dei Commissari degli Uffici preposti.

Pertanto siamo costretti, nostro malgrado, ad insistere affinché possa essere accolta positivamente l’istanza di sospensione della procedura concorsuale, che consentirebbe di effettuare la giusta riflessione sui tempi e modi più consoni all’importanza di un concorso per la selezione di migliaia di docenti e al contempo possa garantire la tutela dell’intera collettività, tenuto conto che i docenti che nei prossimi giorni si muoveranno per sostenere le prove di esame che avranno luogo dal 22.10.2020 sino al 16.11.2020, sono gli stessi che torneranno in classe ed avranno rapporti con studenti e famiglie, con il rischio del tutto immotivato ed irrazionale di un contagio esponenziale del virus Covid-19.

Inoltre è stata depositata anche una integrazione del ricorso evidenziando

Ad integrazione di quanto già dedotto ed articolato nel ricorso depositato si porta a conoscenza dell’Ill.Mo Presidente adito l’Ordinanza della Regione Campania,  ORDINANZA n. 82 del 20 ottobre 2020  ove viene disposto:

  • Con decorrenza dal 23 ottobre 2020, al fine del contenimento dei rischi di contagio correlati alla mobilità sul territorio, ai cittadini campani è fatto divieto di spostamenti dalla provincia di residenza o domicilio abituale verso altre province della Campania, fatti salvi gli spostamenti connessi ad esigenze- la cui ricorrenza andrà autocertificata sotto personale responsabilità, ai sensi del DPR 445/2000- relative a:
  • motivi di salute;
  • comprovati motivi di lavoro;
  • comprovati motivi di natura familiare;
  • motivi scolastici e/o afferenti ad attività formative e/o socio-assistenziali;
  • altri motivi di urgente necessità .
  • E’ in ogni caso consentito il rientro presso la propria residenza o domicilio abituale.
  • 4. Con decorrenza immediata e fino al 30 ottobre, salvo ulteriori provvedimenti in conseguenza dell’evoluzione della situazione epidemiologica, con riferimento al territorio del Comune di Arzano (NA) sono disposte le seguenti misure:
  • divieto di allontanamento dal territorio comunale da parte di tutte le persone ivi residenti;
  • divieto di accesso nel territorio comunale;
  • sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;

–          sospensione delle attività commerciali e produttive, ivi comprese le attività di ristorazione (bar, ristoranti, pasticcerie, pub, e simili), salvo che in modalità di consegna a domicilio, fatta eccezione per soli i servizi alla persona ed attività connesse all’approvvigionamento di beni e servizi di prima necessità come a suo tempo individuate dal DPCM 10 aprile 2020.

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A tal riguardo si evidenzia che l’Istituto di Arzano è sede del concorso per la classe di Concorso A041 ove sarà impossibile svolgere le prove del concorso prove previste per la data del 26 ottobre 2020.

Inoltre i docenti residenti nel Comune di Arzano non potranno partecipare alle prove del Concorso indette a partire dalla data del 22 ottobre 2020, in ragione dell’ordinanza citata.

Testo ricorso

Memoria integrativa

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