Concorso straordinario: troppo poco il tempo, ho studiato per nulla. Lettera

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Inviato da Jessica Molinaro – Cara Ministra Azzolina,
Ho 51 anni e sono una professoressa di conversazione d’inglese precaria da 13 anni.

Ho 30 anni di esperienza nel mondo dell’insegnamento della lingua inglese come seconda lingua, iniziando con le colonie estive usando il metodo ‘ Total Physical Response,’ per poi insegnare l’Audiolingualismo nelle varie scuole private americane degli anni 80/90 che mi ha portato ad insegnare alla Polizia di Stato e ai dirigenti di alcune aziende italiane importanti come la Fiat e la Pirelli.

Dopodiché ho organizzato corsi aziendali in proprio, realizzato il ‘progetto 2000’ per le scuole elementare e il progetto ‘Ragazzi del 2006’ per le Olimpiadi invernali. Sono entrata nel mondo della scuola statale per puro caso avendo scritto un Curriculum Vitae ad un liceo locale che era finito in fondo ad un cassetto, recuperato quando la scuola si è trovata senza lettrice per malattia. Qui ha preso inizio il mio infernale percorso da precario.

Ogni inizio anno scolastico, aspetto la nomina con ansia ed ogni fine dell’anno, non so quale sarà il mio futuro. Durante il primo lockdown, ho tenuto tutte le mie lezioni a distanza, creando un sito web per dare uno spazio virtuale ai ragazzi per poter non solo pubblicare i loro lavori e condividerli ma creare un senso di comunità e di convivialità in un periodo così difficile. Ho approfittato del periodo di lockdown, prima per aggiornarmi con le ultime tecnologie didattiche, facendo centinaia di webinar sulla didattica a distanza, concludendo con il corso Eipass e LIM insegnante, per poi in fine studiare per il Concorso scuola per cui mi ero iscritta.

Ho passato 7 mesi piegata sui libri, ripassando tutte le metodologie che avevo studiato sia per la laurea che per il Diploma nell’ insegnamento della lingua inglese come seconda lingua, con la differenza che adesso ho 51anni e non 21! Ho sofferto di mal di schiena e cervicale, e con l’inizio della scuola incerta e distanziata, cambi di orario settimanale, tragitti da scuola a scuola nello stesso istituto per poter distanziare i ragazzi, ho dovuto affrontare le ultime settimane di ripasso prima del Concorso.

Finalmente, è arrivato il lungo ed aspettato giorno, dopo una nottata in bianco a causa dei rumori della strada sottostante ,nell’unico squallido albergo vicina all’istituto dove si svolgeva la prova. Sicura comunque di saper tutto sulla mia materia, sono entrata nel laboratorio e mi sono seduta davanti al computer. Non avevo mai avuto la possibilità di fare questo genere di prova prima di questo momento. Quando ho fatto l’ultimo esame per la laurea, avevamo ancora la carta e potevo sottolineare le parole chiave e fare un schizzo di quella che volevo scrivere. Con lo schermo che segnava il tempo che passava e avendo 150 minuti per rispondere a 6 domande, ho iniziato a rispondere alla prima domanda. La domanda era divisa in due richieste. Prima di dimostrare le mie conoscenze metodologiche e poi a scrivere una lezione basata sui metodi illustrati. Soltanto per leggere e interpretare la domanda, ci ho messo 5 minuti. Mi rimanevano 20 minuti per scrivere l’informazione che richiedeva minimamente un’ora. Panico totale. Mancava il tempo per poter dare coerenza e coesione. Come potevo scrivere tutto quello che sapevo in questo tempo ridotto?

Sono uscita dalla prova piangendo. Io sapevo spiegare tutto quello che la prova richiedeva ma non ho avuto il giusto tempo per poterlo fare. Demoralizzata e distrutta, mi sono sdraiata sulla prima panchina. Ho passato 7 mesi chiusa in casa a studiare per niente. Quello che ho potuto scrivere in poco tempo a disposizione era un centesimo di quello che sapevo. Mi sono sentita presa in giro. Gli stessi studi parlavano del bisogno di riformare la scuola, che i metodi d’insegnamento frontale e le valutazioni basate sulle conoscenze trasmesse sono vecchie e inefficaci e soprattutto, non sono più un valido metro per misurare le competenze dei ragazzi.

I metodi tradizionali di valutazione, misurano soltanto il prodotto finale e non il percorso dell’apprendimento. Howard Gardner ha illustrato con i suoi ‘Intelligenze Multiple’ che abbiamo diverse capacità, e quello logico/matematico e soltanto uno. Le prove d’esame che verificano soltanto nozioni acquisiti passivamente sono obsolete e inappropriate per il mondo attuale. Se questo è il nuovo paradigma della scuola, perché il Concorso straordinario (che non ha niente di straordinario) misura soltanto la capacità di scrivere velocemente nozioni apprese?
L’insegnamento, come parlare una lingua, e composto di diverse abilità; Ecco la Lista delle abilità di insegnamento;

Childcare
Organizzazione della classe
Gestione della classe
Istruire
Collaborazione
Comunicazione
Edificio della comunità
Computer
Condurre test
Rafforzamento della fiducia
Creazione di incarichi
Creare un ambiente di apprendimento confortevole
Creare esami
Creare un ambiente di apprendimento positivo
Creare nuove idee
Pensiero critico
Conoscenza del curriculum
Consegna del materiale
Sviluppa piani di lezione
orientamento
Azione disciplinare
Piani di educazione
Entusiasta
Valutare le prestazioni
Attività extracurriculari
Flessibilità
Esami di valutazione
Counseling di gruppo
Migliora le abitudini di studio
Counselling individuale
istruzione
interpersonale
Programma della lezione
Ascoltatore
Amore per l’apprendimento
Mantieni i record
Gestire il comportamento degli studenti
Gestione
Networking
Organizzazione
Comunicazioni principali
Pazienza
Passione
Pianificazione
Attitudine positiva
Modello di ruolo positivo
Preparato
Professionale
Preparazione di lezioni
Fornire servizi di supporto agli studenti
Relazioni pubbliche
Tenuta del registro
Costruzione di relazioni
Rispettoso
Orientato ai risultati
Impostazione delle aspettative
Definendo gli obiettivi
programmazione
supervisione
Supporto
Insegnamento
Giocatore di squadra
Tecnologia
Gestione del tempo
Formazione
Comprensione
Comunicazione verbale
Scrivere piani di lezione
Scrivere report

Come per parlare una lingua non basta saper scrivere, per essere un’insegnante bisogna avere tante abilità, ma soprattutto quelle abilità che questa prova concorsuale non ha potuto verificare.
Chiedo insieme a tutti i miei colleghi che si sono sentiti offesi da questa prova, di riformulare una prova che tenga conto di tutte le abilità dell’insegnante.

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